close
Senza categoria

Ilaria Pisciottani, un’anima “sospesa”. La sua fotografia espressa in un libro e in una mostra personale a Trastevere per la Rome Art Week.

 L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi 






Ilaria Pisciottani,

un’anima “sospesa”.

La sua fotografia espressa in un libro e in una mostra
personale a Trastevere

per la Rome Art Week.




di Giuseppina Irene Groccia |11|Ottobre|2023|



Quaranta anni di fotografie, di viaggi, di
pensieri complessi e visioni “sospese” che lottano contro ogni forma di
corruzione e rinnegano qualunque tipo di compromesso, promuovendo la
salvaguardia dei valori umani, della semplicità di spirito e della qualità
della vita.

 

L’artista ci racconta tutto il suo vissuto
nella sua mostra personale di fotografia LE
IMMAGINI SOSPESE
, a cura di Valeria Cirone, promossa
dalla Fondazione Giuseppe Levi Pelloni e New Format Art e sponsorizzata dalla cantina Casale del Giglio.

 

La mostra è inserita nel programma della Roma Art Week e si
terrà
presso
Palazzo Velli Expo a Roma Trastevere ed è visitabile dal 25 al 29 Ottobre 2023.

 

Il
critico Piero Zanetov, nella sua critica alle opere fotografiche di Ilaria
Pisciottani 
ha
definito “sospese” le immagini che lei ama ritrarre. Immagini
percepibili attraverso i sensi, che non vogliono cambiare la realtà ma
migliorarla.

Tra
il mondo della realtà densa e quello dell’astrazione ideale c’è il regno delle
immagini sospese.

Renè
Magritte
, in un suo scritto del 1929, sosteneva che le immagini, più delle parole,
possono evocare
visioni
perdute nel pensiero, transitare nelle memorie, suscitare sogni, accogliere e
condurre
”.

Perché
chi “costruisce” una visione dà modo all’osservatore di entrare quasi
immediatamente tra le pieghe della propria identità. Anche IlaPis si muove
nelle trame di questo scambio emozionale traducendo la realtà in immagini
attraverso la sua fotocamera, una vera e propria “macchina poetica”. Grazie a
tecniche sofisticate, tra applicazioni digitali e sperimentazione ibrida,
l’occhio racconta il suo mondo: e lì incontriamo cieli specchiati tra nuvole
dense, la spiaggia invernale di Anzio con le sue falesie alte e argillose,
clessidre poggiate tra conchiglie e risacche, impronte sulla sabbia, vestali
sacre, misteriosi angeli custodi o ballerine che danzano in equilibrio sulle
rocce della costa. Ma anche piccoli paesi silenziosi insieme a inquiete
presenze femminili ferme su antichi gradini come fantasmi sfuocati all’interno
di chiostri, selve e boschi nascosti. Poi veniamo condotti in città trasparenti
all’ombra di un iconico Colosseo, sotto lucenti grattacieli newyorkesi fino a
una Londra soffocata, appena colorata di giallo e sfumature rosse, come i suoi
bus.

 

Sono,
tutte queste, immagini simili a palloncini colorati in procinto di volare
liberi in alto, lasciati in una specie di flottage, cioè in uno stato di
sospensione galleggiante nello spazio.

Noi
dobbiamo soltanto afferrarli e farli nostri.

Ma
ciò può accadere solo dopo l’ascolto della memoria che sopravvive: le sue
figurazioni nascono infatti nei luoghi più cari vissuti da bambina, tra il
promontorio di Anzio e le grotte grigie nascoste sulle scogliere, all’ombra dei
Volsci, di Caligola e dell’oscuro Nerone.

E’
come se dalla sua poetica visiva, fatta di complesse posture, angolazioni e
coloriture, emergesse 
continuamente
l’innato senso di un tempo antico e sacrale, interrato tra le rovine di quegli
edifici 
abbandonati:
un mondo e un tempo immenso da ripercorrere quasi “per necessità”. 
IlaPis
ha lavorato fondamentalmente su due grandi temi: l’Essere e il Divenire.

L’Essere
che appare e scompare (nello spazio visibile e in quello invisibile della
memoria) e il Divenire, rappresentato dall’acqua, dal cielo e dalle nuvole che
transitano: leit-motiv simbolici e incessanti. Nell’acqua evanescente, sempre
pensata in bianco e nero, giocano bambini, si bagnano donne fluttuanti,
sfuocate e molto “mosse”, spesso avvolte in sudari bianchi e trasparenti.

I
cieli (anche questi sono i “i cieli di Anzio”) diventano poi quasi illimitati e
assoluti tra toni di grigio scuro ed esplosioni di luce e colore sfuso. Infine
le nuvole, agitate da un vento intenso, sono come personaggi in scena che
percorrono con lentezza quei tratti di spazio in cui il suo occhio si incanta.
Acqua, cieli e nuvole: tutti momenti del Divenire. Così l’Essere e il Divenire
si interrogano entrambi nella memoria. Ed è in quella memoria che si sospende
ogni cosa, ogni effetto e ogni risultato. Si tratta cioè di “immagini sospese”,
ricordi trasmigrati che appaiono come favole antiche e personali; ma anche di
ricordi guidati, forse, da esistenze precedenti che in qualche modo
appartengono a tutti noi.

Ricordi,
pathos, memorie e pensieri affondati in una natura distesa tra essere e
divenire, tra spazio e 
tempo
(quel tempo mitico vissuto da bambina). Anche noi abbiamo trascorso almeno una
volta quei 
momenti
“sospesi”, ma chissà quando, come e dove.

Infine,
nell’ultima raccolta intitolata Manent, la sua mente rielabora i ricordi, gli
oggetti e le sensazioni più intime sciogliendole in una solitaria “recherche”
proustiana; e qui scopre improvvisamente le orme di chi, amato, non è più
accanto a lei. In questa dimensione speciale tutto si ritrova e permane in una
strana quiete: ad esempio la semplice immagine della spazzola della nonna,
fotografata come un oggetto prezioso per il cuore, diviene un intenso ritorno
emotivo.

La
sua attenta memoria interiore osserva così questi frammenti di realtà che, come
listelli di un mosaico, sembrano, a prima vista, confusi e differenti l’uno
dall’altro. Ma non è così: quei racconti, che si snodano in tante narrazioni
visive, sono solo apparentemente slegati.

Tutti
insieme, infatti, si assemblano condensandosi in un’unica idea: l’arte, il modo
più interiore di vedere e percepire il mondo, non si fa per rappresentare
realtà o cose semplicemente apparenti, ma solo per presentare delle emozioni e
dei pensieri che si ricompongono dentro chi guarda, con lucida perfezione
poetica.

Le
misteriose immagini sospese di Ilaria sembrano a questo punto confermare una frase
di Jean Baudrillard: “dal punto di vista del senso, il mondo è molto deludente;
ma, osservato con intimità nel particolare, è sempre di un’evidenza
sorprendente, magica e perfetta
”.





LE
IMMAGINI SOSPESE
e’ ora anche un libro fotografico, appena pubblicato da EtaBeta-PS, interamente ideato e realizzato
da L’ArteCheMiPiace

 

ll
libro riversa con disinvoltura, dal digitale alla carta, tutto l’immaginario
dell’artista e rappresenta in modo incisivo il suo intero itinerario artistico.

La presentazione ufficiale del libro
è attesa per il 28 Ottobre alle ore 17, evento che coinciderà con
la mostra personale dell’artista.

Nel
volume trovano posto una serie di fattori e variabili che hanno influenzato il
suo percorso e quindi prodotto considerevoli “visioni” che vanno decisamente al
di là della semplice analisi degli scatti.

“Le
Immagini Sospese” è un’avventura in cui la linea di demarcazione tra tecnica di
riproduzione e poetica visiva, risulta per definizione affascinante, rivelando
man mano un alfabeto quasi fisico del reale… Un lavoro considerevole che
riporta la fotografia alla sua presenza fisica in una sfida all’impermanenza
della vita. 


Attraverso
quest’opera l’artista si immerge ancor più audacemente nell’espansione dei
limiti della propria creatività, sfidando con determinazione l’essenza del
visibile e ci conduce con abilità verso una dimensione esperienziale che non
soltanto abbonda di significato, ma addirittura trapassa il confine del
tangibile. Mediante un’integrazione sinergica tra immagini in bianco e
nero; testi critici ed illuminanti di Pino Pelloni; Anna Caterina Alimenti
Rietti; Claudia Achilli; Franca Panella; Antonio Bartalotta; Samir Al
Qaryouti e i versi haiku di Felice Vinci e Piero Zanetov,
l’artista
confeziona un’opera d’arte stratificata che rivela progressivamente livelli
sempre più profondi, svelando significati e concetti sempre più intricati.

Tale
sinergia, sfida il semplice atto dell’osservazione, trasmutandolo in
un’esperienza di contemplazione profonda e personale, trasportando così il
lettore in un mondo di interpretazione evocativa, enfatizzato dalla bellezza
congiunta delle parole e delle immagini.

Ogni
immagine, in questo contesto, è dotata di una sua anima, di un’intensità che va
ben oltre la superficie della carta stampata. Attraverso l’abile combinazione
di luce, composizione e soggetti, l’artista crea un dialogo emozionale tangibile
che si instaura tra l’opera e lo spettatore.

È
in questo contesto che il libro assume la preziosa veste di ponte tra
il mondo visibile e il regno dei sentimenti.

 






MOSTRA PERSONALE DI FOTOGRAFIA E PRESENTAZIONE
DEL LIBRO

“LE IMMAGINI SOSPESE”

 

(INGRESSO LIBERO)

 

DOVE

Palazzo
Velli Expo

Piazza
Sant’Egidio – Roma Trastevere

 

QUANDO

Dal
25 al 29 ottobre 2023     

 

ORARI MOSTRA

24-27
Ottobre 2023

Ore
15:00-19:00

 

28
e 29 Ottobre 2023

Ore
10:30-13:00

Ore
14:00-20:00

 

VERNISSAGE E PRESENTAZIONE DEL LIBRO

Sabato
28 Ottobre alle 17:00

 

– Madrina
della serata Mariella Sapienza

– Intrattenimento
musicale della Rayn Jazz Duo (Rino Grimaldi sax e Fulvio Epifani piano)

– Degustazione
di vini della Cantina Casale del Giglio 





 

 

 


©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 







Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 


E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla nostra Newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.


In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.



ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Segui i nostri canali Social


 

 

 

 

 








 

 

The author Lordfelixx