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XartMagazine

  

di Giuseppina Irene Groccia  04|Agosto|2020


Di Angelo Coccaro|Luglio 2020|

XartMagazine  è un progetto accattivante, coinvolgente, che si fa sfogliare e risfogliare. Difficile poter incasellare le pagine della rivista in una casistica univoca: poesia, scrittura, fotografia, pittura e scultura, l’arte appare in tutte le sue molteplici manifestazioni.

Possiamo immaginarla come una piazza di paese, delle panchine contornate da alberi secolari, e un gruppo di ragazzi, seduti in circolo, a raccontarsi, a confrontarsi. Ognuno, con il proprio linguaggio fatto, oltre che di parole, di gesti, di movimenti e di sguardi. Si accavallano racconti di amori, sbocciati o ancora in fiore; profumi di mare e di montagna; colori di tramonti.

Allo stesso modo tutti noi, nel bel composto che si sussegue nelle pagine di questo Magazine, ci confrontiamo, ognuno in maniera diversa, ciascuno con il proprio linguaggio. Tutti accomunati dalla percezione della bellezza di un mondo che ha infinite chiavi di lettura; e che il lettore si trova a percepire, in un vagabondaggio sui sentieri dell’arte.



Angelo Coccaro è un ingegnere che alla propria attività in ambito tecnico affianca da sempre la sua grande passione per l’Arte in tutte le sue forme.

Negli anni, i suoi studi e le sue letture lo hanno portato ad acquisire una grande conoscenza della Storia dell’Arte in molte manifestazioni. Da tempo, scrive articoli d’Arte su pagine Facebook dedicate alla Cultura.

Vi invitiamo a conoscere, attraverso questo link, la sua opera monografica d’esordio 


               

  Le mie piccole divagazioni sull’arte


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Stefania Vena – Intervista a cura di Giuseppina Irene Groccia

 L’ArteCheMiPiace – Interviste


di Giuseppina Irene Groccia   25|Agosto|2020



Stefania Vena è un’artista che trasferisce i dettami del figurativo tradizionale in nuova figurazione interiore, evocando nella sua pittura un senso poetico e romantico.


Tutto nella sua arte vibra armoniosamente, i colori e le relative sfumature evocano sentimenti profondi, conferendo alle sue tele una poetica sospesa tra il romanticismo e un giusto equilibrio cromatico.


La sua abilità decorativa spazia nell’alternare le decorazioni su ceramica alle virtuose pennellate su tela, regalandoci una trasformazione poetica del visibile.


La sua tecnica è raffinata e parla un linguaggio chiaro, è una finestra aperta sul mondo femminile

Per l’appunto tutta la sua padronanza dei mezzi espressivi confluisce nelle figure femminili, è così che Stefania Vena crea il suo linguaggio espressivo, dove, reinterpretate dal suo estro creativo, le donne sono sempre immerse in una sintesi armoniosa, forte e decisa.


Le composizioni dell’artista sono molto spesso luoghi e figure intrise di emozioni e ricordi, sono un raffinato gioco di colori dove traspare grande intensità e bellezza ma dove emerge soprattutto la maestria di una competenza tecnica che va ad impreziosire ed ammaliare in modo fascinoso la visione del fruitore.



Proviamo a conoscerla meglio…



  • Parlaci di te.. 


Non c’è modo di parlare del mio percorso Artistico, senza fare una lunga premessa sulla mia vita, o meglio, le due cose camminano parallelamente, perché la mia Arte, sono io .

Sono nata in Calabria, precisamente a Cosenza negli anni ’60 … 

Da bambina ero abbastanza timida, insicura e introversa … Probabilmente dovuto all’educazione ricevuta in famiglia, un’educazione che come tante all’epoca, era rigida, pregna di valori, principi, regole e tanti tabù, che non lasciavano molto spazio a fantasie e creatività. 


  • Quando e come nasce il tuo percorso artistico?


La mia propensione al disegno, ereditata da mio padre, era già evidente sin dalle elementari, attraverso la quale riuscivo ad esprimere il mio animo romantico.

I miei disegni erano abbastanza “puliti”, chiari, leggibili e soprattutto “fiabeschi”, disegnavo sempre principesse, dame e castelli, in cui identificarmi … 

Proseguii gli studi al Liceo Artistico, all’epoca la sede di Cosenza, era sezione architettura (che io odiavo, non mi è mai piaciuto racchiudere l’arte dentro in regole matematiche) ma di Ornato e Figura, ce n’era ben poca, nonostante ciò, attraverso il ritratto, che andava eseguito dal vivo con modella vivente, mi inoltrai sempre più, in quel mondo fantasy, surreale a tratti fumettistico che sentivo fortemente nelle mie corde.

Cominciai infatti anche a ideare e disegnare fumetti in bianco e nero con inchiostro di china e partecipai  ad una mostra del fumetto.

L’ Artista al quale mi ispiravo spesso, era senza dubbio Milo Manara. 

I miei studi Artistici proseguirono con quelli accademici, mi iscrissi all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, nella sezione “Decorazione” … 

Non mi sono mai pentita di questa scelta, anzi la benediró sempre, perché questo indirizzo racchiudeva una moltitudine di tecniche e stili, dalla pittura su tela, al mosaico, alla decorazione su vetro, stoffa e ceramica e tanto altro … credo che fra le quattro scuole : Pittura, Scultura, Scenografia, Decorazione fosse la più completa.


  • Che esperienza hai con le tecniche del restauro?


Dopo l’Accademia, casualmente per me, si aprirono le porte del Restauro. Sicuramente un mondo a parte …

Cominciai a lavorare appena laureata, grazie alla stima di una persona stupenda, che oggi purtroppo non c’è più, un restauratore che ha creduto in me, nelle mie capacità sin da subito, offrendomi l’opportunità di lavorare al suo fianco per un importante restauro.

Il primo lavoro fu alla Cattedrale di Rossano (Cs) 

Da lì che iniziò il mio lungo percorso lavorativo nell’affascinante mondo del Restauro conservativo e soprattutto pittorico.

Continuai per questa strada, al servizio di alcuni restauratori locali, esercitando, presso i loro laboratori e direttamente sui cantieri. 

L’esperienza che mi è rimasta più di tutte nel cuore, è stata il restauro di Villa Rendano a Cosenza.


  • Cosa ha apportato il restauro nella tua pittura ? 


Sicuramente ha arricchito la mia tavolozza, prima usavo i colori puri, così come uscivano dal tubetto, dopo aver avuto esperienze in questo campo, ho cambiato decisamente il mio approccio col colore … 

Ho imparato ad utilizzare alcune tinte e tonalità che prima non usavo, mischiandoli insieme fino ad ottenere la miscela giusta che serviva per camuffare la lacuna.

Tutto serve ad arricchire il proprio bagaglio di esperienze e conoscenze, per me è stato un valore aggiunto, il restauro è prima di tutto un’attività legata alla manutenzione, al recupero, al ripristino e alla conservazione delle opere d’arte, già questo mi ha insegnato, che niente va perduto e che tutto può essere recuperato.

Parallelamente dipingevo, ma  prevalentemente su commissione,  quelli furono anche gli anni in cui stavo creandomi una famiglia, per cui avevo poco spazio da dedicare alla creatività … infatti per almeno dieci anni o più, “appesi” i pennelli al chiodo, come si suol dire, per dedicarmi esclusivamente alla famiglia.


  • Parliamo un po’ del modo in cui sei riuscita a sanare e comunicare i tuoi stati d’animo attraverso la pittura..


Certo, è molto importante riuscire a comunicare attraverso la pittura, più che altro nel mio caso, lo trovo liberatorio.

La mia rinascita Artistica avvenne in età matura e precisamente, dopo una serie di vicissitudini personali, che segnarono la mia vita e il mio percorso. 

Ci sono voluti anni di introspezione e di sfide con me stessa, superando dolore, incomprensioni e solitudine, per forgiare il mio carattere e riuscire a diventare esattamente chi ero, semplicemente ascoltando la mia anima ribelle, libera, ironica, aperta e generosa 

Artisticamente, mi allontanai dal Fantasy, i paesaggi incantati, rasserenanti, fiabeschi di un tempo lasciarono così ampio spazio alle tempeste interiori, riportate sulla tela dove prevalgono i toni del blu, colore prevalente di molte mie opere.

In questa fase, streghe, amazzoni e  guerriere, presero il posto delle principesse indifese, delle fate e delle sirene …

Cambiò improvvisamente lo scenario, per far posto ad una visione rappresentativa più realistica, a tratti anche dura, una realtà consapevole, proiettata precisamente verso un verismo introspettivo, dai contorni surreali … 

La mia pittura è Anima messa a nudo, è ciò che mi porto dentro, è istinto è pathos è emozione, sudore e dolore …

I miei quadri raccontano come un “diario di bordo”… 

Sono riflessioni, confessioni, dialoghi con l’osservatore, che spesso catturano…

Infatti non seguo mai le “tendenze” , le mode del momento, o ciò che viene definito “moderno” e all’avanguardia” … 





  • Perché la scelta di un linguaggio prevalentemente figurativo nella tua pittura?


Perché il mio figurativo, è legato alla “Donna”, come ho già detto, mi ci identifico … 

Raramente ho fatto un’opera in cui la donna fosse assente.

È lei la protagonista dell’universo …

Cerco di mettere in risalto e in evidenza, la femminilità  l’anima sfaccettata, la sensualità, la forza, la determinazione delle donne e poi lo sguardo …

Non potrei renderlo altrettanto efficace, con un altro stile …  

Sguardo che curo più di ogni altro dettaglio.

Per me gli occhi devono parlare comunicare, catturare l’osservatore … e spesso, mi dicono, che davanti alle “mie donne” questo succede .




  • Parlaci dello stile e dell’ ideazione: come prendono forma i soggetti delle tue opere pittoriche?


La mia fonte d’ispirazione sono io, il mio vissuto, i miei pensieri, i desideri e sogni … 

Mi basta intingere il pennello nell’anima e le mie creazioni prendono vita, sono frutto dei miei stati d’animo, riflettono me stessa, la mia interiorità, il mio temperamento, la mia forza e determinazione..

ecco perché i soggetti, sono sempre femminili e padroneggiano nella scena. 

Donne forti, in rinascita, dallo sguardo determinato, i miei lavori sono il mio specchio …

Guerriere o amazzoni che siano, quasi sempre sole, in un surreale mondo fantastico, dove è tangibile quella sensazione di sfida, di forza e di rivalsa verso una vita che non è una fiaba, attraversano l’unica “Via di fuga” che è la mia espressione artistica.

Per cui mi mostro, mi espongo, mi racconto liberamente, attraverso molteplici espressioni artistiche, che sia la fotografia, un video o la body Art …



  • Ci parli della tua esperienza con il body painting?


Spesso mi sono cimentata, anche solo per gioco, nell’arte del Body painting, ma l’ho anche praticata partecipando ad alcune manifestazioni.




  • Che tipo di messaggio vorresti passare attraverso la pittura corporale?


Credo sia una delle espressioni artistiche più belle ed immediate che ci siano, non per niente è una delle forme più antiche della comunicazione.

L’Arte che utilizza il corpo, il quale diventa oggetto, soggetto e strumento in una inevitabile performance, che nasce e si esprime attraverso la propria identità …


  • Quando e perché hai deciso di soffermarti sulla decorazione pittorica della ceramica?


La decorazione della ceramica è un’altra mia passione, già la praticavo sin dai tempi dell’Accademia, ma solo decorazioni “a freddo” …

È stato l’incontro fortuito con una bravissima ceramista del territorio, nonché, cara amica, Rossana Gerbasi a portarmi ad approfondirne la conoscenza.

Da questo incontro è cambiato un po’ il mio percorso.

Mi sono ritrovata così impegnata in una collaborazione saltuaria ma costante nel tempo, la quale mi ha permesso di acquisire esperienza nel settore, imparando nuove tecniche.





  • C’è un movimento o un artista in particolare che ami o hai amato di più?


Come stile amo il figurativo, ma non classico, anche se, parlando dei Grandi Artisti per eccellenza, il mio preferito è Caravaggio, poi segue Klimt e tra i fumettisti, resta Manara.


  • Quali sono i tuoi progetti futuri?


Non ho grossi progetti per il futuro, poiché la vita ci insegna, che è meglio non farne, dato che poi te li scompone a suo piacimento…

Purtroppo, non esiste altro tempo, se non quello presente dove, continuo a dipingere le mie opere e a realizzare su commissione, decorazioni su vari supporti. 

Ogni esperienza artistica/lavorativa vissuta, si è presentata a me, nel momento in cui ne avevo bisogno, così, per una serie di circostanze, quasi come un segno del destino e da ognuna, ne ho tratto il meglio.

Tutto ciò che sono oggi, è il frutto di tali esperienze e delle persone meravigliose che ne facevano parte e anche di tutte quelle che, nel bene e nel male, hanno incrociato la mia vita.



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Intervista a cura di Giuseppina Irene Groccia 







Stefania Vena is an artist who transfers the dictates of traditional figurative into new interior figuration, evoking a poetic and romantic sense in her painting.


Everything in her art vibrates harmoniously, the colors and the relative nuances evoke deep feelings, giving her canvases a poetic suspended between romanticism and a right chromatic balance.


Her decorative ability ranges from alternating ceramic decorations to virtuous brush strokes on canvas, giving us a poetic transformation of the visible. Her technique is refined and speaks clear language, it is an open window on the female world.


Precisely all her mastery of the expressive means flows into the female figures, this is how Stefania Vena creates her expressive language, where, reinterpreted by her creative flair, women are always immersed in a harmonious, strong and decisive synthesis. The compositions of the artist are very often places and figures imbued with emotions and memories, they are a refined play of colors where great intensity and beauty transpires but where, above all, the mastery of a technical competence emerges which embellishes and fascinates the vision in a fascinating way of the user.



Let’s get to know her better…



Tell us about yourself …


There is no way to talk about my artistic path, without making a long premise on my life, or rather, the two things walk in parallel, because my art is me. I was born in Calabria, precisely in Cosenza in the 60s… As a child I was quite shy, insecure and introverted… Probably due to the education received in the family, an education that like many at the time, was rigid, full of of values, principles, rules and many taboos, which did not leave much room for fantasies and creativity.



When and how was your artistic path born?


My propensity for drawing, inherited from my father, was already evident from elementary school, through which I was able to express my romantic soul. My drawings were quite “clean”, clear, legible and above all “fairytale”, I always drew princesses, ladies and castles, in which to identify myself… I continued my studies at the Artistic High School, at the time the seat of Cosenza, it was architecture section (which I hated, I never liked to enclose art inside in mathematical rules) but of Ornato and Figura, there was very little, despite this, through the portrait, which was to be performed live with a living model, I forwarded more and more, in that fantasy world, surreal at times cartoony that I felt strongly in my strings. In fact, I also started to conceive and draw black and white comics with Indian ink and participated in an exhibition of comics. The artist I was often inspired by was undoubtedly Milo Manara. My artistic studies continued with the academic ones, I enrolled at the Academy of Fine Arts in Catanzaro, in the “Decoration” section… I have never regretted this choice, indeed I will always bless it, because this address contained a multitude of techniques and styles, from painting on canvas, to mosaic, to decoration on glass, cloth and ceramic and much more… I believe that among the four schools: Painting, Sculpture, Scenography, Decoration was the most complete.

What experience do you have with restoration techniques?

After the Academy, accidentally for me, the doors of the Restoration opened. Definitely a world apart … I started to work as soon as I graduated, thanks to the esteem of a wonderful person, who unfortunately no longer exists today, a restorer who believed in me, in my abilities from the start, offering me the opportunity to work alongside him for an important restoration. The first work was at the Cathedral of Rossano (Cs). From there that began my long career in the fascinating world of conservative and above all pictorial restoration. I continued on this road, at the service of some local restorers, practicing, in their laboratories and directly on construction sites. The experience that remained most of all in my heart was the restoration of Villa Rendano in Cosenza.




What did the restoration bring to your painting?


It certainly enriched my palette, before I used pure colors, just as they came out of the tube, after having had experience in this field, I definitely changed my approach with color… I learned to use some shades and shades that I didn’t use before , mixing them together until you get the right mixture that was needed to camouflage the gap. Everything serves to enrich one’s wealth of experience and knowledge, for me it was an added value, the restoration is first of all an activity related to the maintenance, recovery, restoration and conservation of the works of art, this already he taught that nothing is lost and that everything can be recovered. At the same time I painted, but mainly on commission, those were also the years when I was creating a family, so I had little space to devote to creativity… in fact for at least ten years or more, “hanging” the brushes on the nail, as we used say, to dedicate myself exclusively to the family.




Let’s talk a little about the way you managed to heal and communicate your moods through painting…


Of course, it is very important to be able to communicate through painting, more than anything else in my case, I find it liberating. My artistic rebirth occurred at a mature age and precisely, after a series of personal vicissitudes, which marked my life and my path. It took years of introspection and challenges with myself, overcoming pain, misunderstandings and loneliness, to forge my character and be able to become exactly who I was, simply by listening to my rebellious, free, ironic, open and generous soul. Artistically, I moved away from Fantasy, the enchanted, soothing, fairy-tale landscapes of the past left so much space for the internal storms, shown on the canvas where shades of blue prevail, the predominant color of many of my works. In this phase, witches, amazons and warriors, took the place of defenseless princesses, fairies and mermaids.. It suddenly changed the scene, to make way for a more realistic representative representation, sometimes even hard, a conscious, projected reality precisely towards an introspective realism, with surreal contours… My painting is Soul laid bare, it is what I carry inside, it is instinct and pathos is emotion, sweat and pain… My paintings tell how a “diary of edge”… They are reflections, confessions, dialogues with the observer, which often capture… In fact, I never follow the “trends”, the fashions of the moment, or what is called “modern” and “avant-garde”…




Why the choice of a predominantly figurative language in your painting?


Because my figurative is related to the “Woman”, as I said, I identify with it… I rarely did a work in which the woman was absent. She is the protagonist of the universe… I try to highlight and highlight, femininity, the multifaceted soul, sensuality, strength, determination of women and then the look… I could not make it equally effective, with another style … Look that I care more than any other detail. For me, the eyes must speak, communicate, capture the observer… and often, they tell me, that in front of “my women” this happens.




Tell us about the style and ideation: how do the subjects of your paintings take shape?


My source of inspiration is me, my experience, my thoughts, desires and dreams … I just dip the brush in the soul and my creations come to life, they are the result of my moods, reflect me herself, my interiority, my temperament, my strength and determination … that’s why the subjects are always feminine and master the scene. Strong women, in rebirth, with a determined gaze, my works are my mirror… Warriors or amazons who are, almost always alone, in a surreal fantasy world, where that feeling of challenge, strength and revenge is tangible a life that is not a fairy tale, they cross the only “escape route” which is my artistic expression. So I show myself, I expose myself, I tell myself freely, through multiple artistic expressions, be it photography, a video or body art…



Can you tell us about your experience with body painting?


Often I have tried, even just for fun, in the art of Body painting, but I also practiced it… participating in some events.




What kind of message would you like to go through body painting?


I think it is one of the most beautiful and immediate artistic expressions there are, not for nothing it is one of the oldest forms of communication. Art that uses the body, which becomes an object, subject and instrument in an inevitable performance, which is born and expressed through its own identity…




When and why did you decide to focus on the pictorial decoration of ceramics?


The decoration of ceramics is another passion of mine, I have already practiced it since the time of the Academy, but only “cold” decorations… It was the chance encounter with a talented ceramicist from the area, as well as, dear friend, Rossana Gerbasi to take me to deepen his knowledge. My path has changed a little since this meeting. I found myself so committed to an occasional but constant collaboration over time, which allowed me to gain experience in the sector, learning new techniques.




Is there a movement or an artist in particular that you love or have loved more?


As a style I love the figurative, but not classic, although, speaking of the Great Artists par excellence, my favorite is Caravaggio, then he follows Klimt and among the cartoonists, Manara remains.




What are your future projects?


I have no big plans for the future, since life teaches us, which is better not to make ones, since then it breaks it down to its own liking… Unfortunately, there is no other time, if not the present one, I continue to paint my works and to realize on commission, decorations on various supports.Every artistic / working experience I lived, was presented to me, when I needed it, so, for a series of circumstances, almost like a sign of destiny and from each one, I made the best of it. All that I am today is the result of such experiences and the wonderful people who were part of it and also of all those who, for better or for worse, have crossed my life.



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Interview by Giuseppina Irene Groccia




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VOCI DI VERSI… di L’ARTECHEMIPIACE

  di Giuseppina Irene Groccia   



Poesia è comunicare per consonanza. Allora anche per leggere una poesia occorre avere assorbito corde che consuonino alle parole e alle emozioni.




Testo poetico tratto dal libro “Il tempo di esplorare il nostro amore”
 di Pierluigi Rizzo edito da Grafosud 



Per la Rubrica “Voci di Versi”

Pierluigi Rizzo (Pittore, Scultore, Scrittore, Poeta e Attore) darà, ciclicamente, un’interpretazione teatrale ad alcuni testi poetici, dandoci prova che l’alchimia delle parole, con le sue implicazioni soggettive, allusive ed emotive, non ha bisogno di altri strumenti al di là della voce, acquistando così anche un significato figurato.



























Per la Rubrica “Appuntamento con la voce della Poesia”

Pierluigi Rizzo (Pittore, Scultore, Scrittore, Poeta e Attore) darà, ciclicamente, un’interpretazione teatrale ad alcuni testi poetici, dandoci prova che l’alchimia delle parole, con le sue implicazioni soggettive, allusive ed emotive, non ha bisogno di altri strumenti al di là della voce, acquistando così anche un significato figurato.













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Vibrazioni narranti

Una delle caratteristiche più evidenti della fotografia è la possibilità di fissare
in una frazione di secondo la realtà che ci circonda, il soggetto deciso, l’artificio immaginato.
Caratteristica straordinaria che ha però generato, con la dilagante diffusione del mezzo e la sua istintiva facilità d’uso, una sterminata, sconcertante produzione di sconsolanti ovvietà e una totale mancanza di realistica autocritica.
In questo preoccupante panorama generale la ricerca di Giuseppina Irene Groccia emerge con sicurezza accantonando da subito la tentazione di documentare banalmente gli aspetti del mondo che ci circonda, o della vita quotidiana, per addentrarsi in uno spazio personale in cui l’immagine, il soggetto, possano essere stimolo e invito ad un coinvolgimento emozionale e indagativo più intimo e profondo .
I corpi, le figure (soggetto fondamentale nell’attuale immaginario dell’autrice) abbandonata la propria fisicità reale, la propria riconoscibilità, divengono così proiezioni immaginarie, sensazioni sublimate, richiamate da un incorporeo universo parallelo: spiriti vivi, materializzazione di eteree presenze, brezze ondeggianti e fluttuanti passi di danza; sono vibrazioni narranti in grado di ricostruire emozioni, stati d’animo, attimi sfuggiti dall’immensa regione dell’inconscio metafisico resi visibili da una coinvolgente interpretazione visionaria che, sorprendentemente, possiamo ritrovare anche negli affascinanti sky-line realizzati con la reinterpretazione di architetture e monumenti storici, nelle strutture, nelle cose del nostro quotidiano o addirittura nell’ampia produzione di grafiche digitali in cui le immagini (questa volta necessariamente realistiche e immediatamente identificabili) vengono dissimulate da macchie, chiazze e gocciolature, da graffi, righe… percorsi lineari simili a scritture, necessità di tramandare messaggi (forse) o il racconto di eventi, accadimenti, situazioni vissute e riemerse, anche in questo caso, da quell’imperscrutabile, contraddittorio territorio introspettivo personale combattuto tra realtà e fantasia e gremito da fascinazione e meraviglia, insidie e seduzioni, miraggi e tentazioni…
Alessandro Binotti

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Percorsi d’anima

Un viaggio nell’animo femminile, attraverso la figura del volto: è il percorso a cui obbligano i dipinti di Giuseppina Irene Groccia. Un viaggio non affatto semplice, poiché la donna di Gigro è perennemente e volutamente sfuggente, si sporge e si ritrae, si svela e nel contempo si occulta, si racconta e lascia però all’osservatore il compito e la capacità di raccontare oltre il disegno, la linea, il colore, il chiaroscuro…. E’ una figura in costante movimento, mai noiosa o scontata, disposta anzi a dialogare ma senza lasciarsi afferrare del tutto, gelosamente elegante nel preservare la propria intimità, il mistero e la grandezza di cui è consapevole: così ora ama parlare di sé e del suo intimo dramma ma nel contempo attenta ad evitare l’enfasi banale, quasi a voler difendere quell’universo straordinario di vita e di dolore, di sconfitta e di riscatto, ma anche di bellezza e di desiderio, di cui da sempre è simbolo e insieme portatrice, sollecitando anzi l’osservatore a cogliere nuove emozioni, a viaggiare su nuove letture; ora invece sembra ammiccare a chi incrocia il suo sguardo per ritrarsi immediatamente nel suo mistero. Così l’osservatore percepisce gli stati d’animo e le situazioni più diverse, carpendone una per scoprirne un’altra, in un gioco di luci e di ombre, di tensioni e di toni distesi, di sospensioni e veloci risoluzioni. Sono i percorsi di “Anime in controluce” come anche delle collezioni digitali: la donna di Gigro racconta di sé e del suo intimo mistero, con le ombre e coi colori, guardandoti negli occhi o socchiudendo le ciglia: si dona e si riprende la propria vita. Nel suo volto è la storia di tutte le donne.

Rolando Mendicino




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XartMagazine


di Giuseppina Irene Groccia | 18 Maggio 2020 |


XartMagazine è un progetto che ha lo scopo di sostenere, difendere e diffondere la bellezza e il valore della creatività artistica italiana e internazionale.
Questo Magazine, nasce dal desiderio di poter “fermare” tutte quelle immagini che, ogni giorno, scorrono con infinita velocità davanti ai nostri occhi sullo schermo di un computer, rendendole sempre più oggetto di un consumo rapido, per poi passare frettolosamente al successivo contenuto di un flusso mediatico giornaliero.
È un invito a prenderci del tempo, a soffermarci con la dovuta attenzione, su tutti quelli aspetti che diversamente andrebbero persi nei meandri di infiniti spazi virtuali.
Nasce così un progetto complesso, dove concentrare l’estro artistico e comunicativo di diverse espressioni artistiche, come pittura, fotografia, arte digitale, scultura, installazioni, poesie e racconti brevi, che narra con entusiasmo tutte le forme di sperimentazioni, includendo ogni genere stilistico e aperto anche all’esplorazione delle nuove tendenze che segnano il nostro tempo.
Il risultato è una rivista che si rivolge ad un pubblico trasversale, attivo, attento alle innovazioni, curioso rispetto a ogni forma di esperienza artistica.
Perché vogliamo ricordare che con una rivista si riesce a confezionare un’idea e una visione del mondo che l’online non riesce a fermare.. o meglio, non riesce compiutamente a fissare e conservare.
È così che XartMagazine riesce a confluire in due opportunità sostanziali e impensabili, mettendo insieme vecchio e nuovo, quella della visibilità mediatica, mantenendo lo sguardo rivolto al futuro e quello classico e tangibile e cioè il contatto diretto dell’arte impressa su un cartaceo.
I contenuti riportati sono, come detto prima, le raccolte delle opere scelte nelle selezioni settimanali. Immagini e scritti di artisti già affermati o emergenti, dal respiro internazionale. Nel primo numero in uscita XartMagazine ha avuto il piacere di presentare 76 artisti di nazionalità diverse ospitandoli nel proprio spazio editoriale con le loro 172 opere.
Ad ogni uscita del Magazine, tra tutti gli artisti coinvolti, uno in particolare ha la possibilità di essere l’autore della copertina e protagonista di un’intervista dove poter raccontare se stesso e la sua arte, questa è sicuramente una delle sezioni più curate e approfondite dalla redazione.
Nel primo numero questo spazio è stato dedicato all’artista Rino Rossi e alla sua IphoneArt, puoi leggere la sua intervista cliccando qui Intervista a Rino Rossi
A rotazione i tanti artisti avranno possibilità di parlare del loro percorso, delle proprie ricerche e dei propri sogni futuri cercando di farci arrivare nelle motivazioni più profonde ed umane del loro lavoro.
Ampio spazio è dedicato anche alla sezione poesia e ai racconti brevi, perché è vero che l’arte figurativa impreziosisce con quadri le pareti della nostra casa, ma è anche vero che l’arte letteraria fa altrettanto con le pareti del nostro cuore.
Il team di XartMagazine cerca di trovare nel web, il canale giusto per coltivare ed esprimere quella che è la grande passione per l’arte in ogni sua forma, è per questo che dispone della versione sfogliabile online del Magazine sul sito Calameo, soluzione ideale per tutte le condivisioni social attraverso un semplice link, ma ripone molta attenzione e importanza nella versione cartacea, perché oltre alla questione sensoriale che è quella di avere il piacere di sfogliare fisicamente le pagine e sentirne la consistenza sotto i polpastrelli, resta la parte emotiva che, da inguaribili nostalgici quali siamo, prova sicurezza nel fatto di sapere impresse su carta le nostre testimonianze artistiche. 
In conclusione, rimane la certezza che l’essere sensibili all’aspetto e alla forma ci porta a “sentire” immagini e parole e non solo a vederle.
Come l’espressività e la forza cromatica di un dipinto riescono ad essere elementi cardini della comunicazione visiva, così la poetica di un verso diventa componente fondamentale in ambito sensoriale, confluendo entrambi senza alcun dubbio nel principale mezzo comunicativo della nostra anima.




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