Alla (ri)scoperta di San Casciano.
L’importanza della
conservazione
di Emanuele Ricucci |21|Dicembre|2024|
“guardami”, sembra dire, “io sono viva, ancora! Sono eternamente
viva e mi rifugio nei morti che sono più vivi di voi, ma che siete già
morti”. L’italiano ignorerà, un’altra volta. Passerà dritto mentre attacca
l’asino dove vuole il padrone, mentre è colto dall’ennesimo attacco di panico
dovuto alla polarizzazione, mentre farebbe di tutto pur di avere istantanea
gratificazione: l’unica lotta che si ricorda di condurre. Ignorerà, troppo
preso dal voyeurismo politico, dalle trappole del prossimo natale progressista
e stitico, solo lucette, niente Dio nelle case di chiunque, troppo invadente,
troppo impegnativo, troppo richiamo a un mondo di integrità che suggerisce
nella più privata coscienza di costruirsi un pensiero critico per ribaltare le
sorti di una generazione diretta verso l’autoannullamento.
natalizio, la terra d’Italia strilla di una forza feroce:
sono più vivi di voi, che siete già morti”.
da sei anni, è talmente potente nel suo manifestarsi che, se ben compreso,
rende l’idea di come il patrimonio non è in un museo ma nella conservazione e
alcuni degli ultimi figliuoli estratti dall’argilla calda e pulsante, cosparsa
d’acqua e liquidi, arriva nei giorni in cui le statistiche parlando di un
arretramento culturale dell’Italia pazzesco e di una resa, così come testimonia
il Rapporto del Censis 2024, che vi consiglio di approfondire, riassumibile in
una drammatica sentenza: “Si palesano profondi buchi di conoscenza in tutte le
fasce di età anche in relazione a nozioni che si sarebbe tentati di dare per
scontate”.
la coltivazione di se stessi, la pratica del sacro, l’abbraccio con la triade
santa, natura, bellezza e assoluto, hanno generato l’arte e la virtù
letteraria, lo sviluppo della civiltà, hanno contaminato la vita e il potere,
ogni cosa s’è mossa per quello.
occasioni di conversazione ma ci ricordi che il miglior modo per conservare la
propria identità nazionale, ricordandocene il peso mentre siamo soli con noi
stessi, sta nella conservazione del patrimonio.
dell’Unesco, ogni mattina Piero si alza e considera la Bellezza che vive
attraversando la città come un fondale scenico, sterile, muto, mentre essa è la
più ampia forma di maturazione civile.
e strilla dalla buca di San Casciano: “Io sono viva, ancora! Sono
eternamente viva e mi rifugio nei morti che sono più vivi di voi, che siete già
morti”.
tomba, ogni tanto, giusto per scrollarsi da dosso i vermi.
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