close

Ottobre 2025

ArteRubrica di Alessio Musella

Collezionare Emozioni o Valori? L’Eterno Dilemma del Collezionista Moderno

Arte Collezionismo Finanza

 

Acquistare opere d’arte per puro piacere è sempre consigliabile, ma la domanda e l’offerta di prodotti e accordi che abbiano anche un ritorno economico sono ormai all’ordine del giorno.

Se parliamo di compravendita di giovani nomi dall’alto potenziale speculativo – e rischio proporzionale – problemi non ci sono.

È ormai nella normalità del mercato dell’arte, e rimane nei suoi confini.

Quando, però, il discorso verte su altri termini e le promesse sono di vendite con riacquisti a tassi di rendimento fissi e sicuri, la situazione si complica.

Se, infatti, gli operatori del mercato dell’arte cominciano a vendere prodotti finanziari travestiti da dipinti, entrano nella sfera regolamentata dei mercati finanziari.

Detto questo, il legame tra arte e mercato è uno snodo cardine per analizzare e capire un sistema complesso come quello dell’arte contemporanea.

Alessio Musella, Art Promoter attualmente a Dubai
 

Ed il mercato non è solo quello delle aste o di pochi nomi internazionali che si spartiscono la fetta più grande della torta, ma sono anche collezionisti capaci di instaurare un rapporto diretto con gallerie, curatori ed artisti, o ancora realtà aziendali che non mirano alla mera speculazione, ma sono interessate a costruire un tessuto culturale e una visione imprenditoriale ampia e multidisciplinare.

L’intreccio tra denaro e arte è profondamente radicato nella storia. Dal Cinquecento in poi, tra mecenatismo, committenza, collezionismo e speculazione, la dimensione finanziaria dell’arte si modula in molti modi e secondo tempi diversi, in un intreccio che si è fatto oggi, in tempi di globalizzazione particolarmente fitto e complesso.

Una delle caratteristiche distintive del mercato dell’arte è il suo andamento generalmente decorrelato rispetto ai mercati finanziari tradizionali. Mentre azioni, obbligazioni e immobili spesso subiscono forti oscillazioni dovute ai cicli economici e alle crisi finanziarie, l’arte tende a mantenere una certa stabilità o addirittura incrementare il suo valore in periodi di turbolenza economica.

Quando inizi il dialogo con un potenziale nuovo ” collezionista” non bisogna limitarsi nell’offrire solo suggerimenti d’acquisto, ma sviluppare un planning su misura. «Ogni collezionista è diverso: ci sono quelli che collezionano per passione, chi vuole fare filantropia e chi considera l’arte come un investimento,»

A seconda delle motivazioni, è necessario adottare un approccio specifico: a partire dalla scelta delle opere.

Importante da ricordare è che l’acquisto di opere d’arte è fatta soprattutto di relazioni e contatti, elementi cruciali per fare le scelte giuste. «Il mondo dell’arte è un microcosmo dove non è così difficile scoprire la reputazione di un art advisor o di un gallerista.» Conoscere le persone giuste è importante non solo per ottenere buone opportunità, ma anche per evitare errori comuni, soprattutto per chi si avvicina a questo settore per la prima volta.

Un consiglio che mi sento di dare per chi vuole intraprendere per la prima volta un percorso legato all’acquisto di opere d’arte è conoscere meglio il mercato prima di fare un acquisto importante, visitando case d’asta, e incontrando galleristi, curatori e gli stessi artisti per meglio comprendere ogni aspetto dell’investimento.

Dopo l’ondata di acquisti durante la pandemia, stiamo assistendo a una fase di stallo» Le guerre, l’instabilità economica e i tassi di interesse elevati hanno rallentato il mercato, ma questo contesto storico non rappresenta necessariamente una minaccia per il mercato dell’arte. «I collezionisti oggi possono avere più tempo per fare ricerche e valutare con calma le opere che desiderano davvero.

Ogni rapporto nasconde, però, controversie ….

Molti artisti e critici sostengono che la crescente mercificazione rischi di compromettere l’autenticità creativa, spostando il focus dall’espressione personale al valore monetario. Altri, al contrario, vedono nella finanza uno strumento essenziale per sostenere e valorizzare la creatività artistica, permettendo agli artisti emergenti di trovare il supporto necessario per sviluppare la propria carriera.


Oggi, arte e finanza vivono un momento di simbiosi più profondo che mai: il collezionismo è visto sempre più come una strategia di diversificazione dei portafogli di investimento, mentre l’arte continua a rappresentare un elemento distintivo, capace di conferire prestigio, unicità e una forte valenza culturale ed emozionale.

Il legame tra arte e finanza non è solo una questione di numeri e quotazioni , ma è un legame destinato a evolversi continuamente, segnando il passo di due mondi che continueranno a influenzarsi, arricchirsi e sfidarsi reciprocamente.

Volendo tornare “romantico” concludo con il sostenere che chiunque voglia avvicinarsi al mondo dell’arte deve essere preso per mano per fargli comprendere che non è necessario essere esperti o avere patrimoni milionari per amare l’arte. “Basta la curiosità e la voglia di scoprire, perché l’arte è soprattutto questo: esplorare nuovi mondi e vivere”

Leggi Ancora
ArtistiUno Sguardo sull’Opera

Presenza e dissoluzione… l’alchimia del mordançage nell’opera di Eugenio Sinatra

Eugenio Sinatra, fotografo e sperimentatore, è un autore che da sempre indaga i confini più sensibili e poetici della fotografia analogica. La sua ricerca si muove tra tecnica e intuizione, tra rigore di laboratorio e abbandono emotivo, facendo della materia stessa dell’immagine – l’emulsione, la luce, il tempo di sviluppo – un linguaggio espressivo. In ognuno dei suoi lavori emerge chiaramente la sua passione per i processi artigianali e la propensione verso una fotografia che sia gesto creativo e trasformazione.

In questo lavoro, un nudo femminile di intensa eleganza, Eugenio Sinatra adotta la tecnica del mordançage, processo di camera oscura inventato da Jean-Pierre Sudre e reso celebre in epoca contemporanea da Elisabeth Opalenik, considerata la “regina” di questa pratica. Proprio la Opalenik, che ha guidato e ispirato Sinatra con preziosi consigli, descrive il mordançage come “a darkroom process where the silver emulsion is lifted from the photographic paper in the shadow areas, then removed or rearranged. The floating veils of silver emulsion are my contribution to this process. Each image is unique.”

Un procedimento in cui l’emulsione d’argento, sollevata e quasi “strappata” dalla carta fotografica, viene poi ricomposta, lasciando sospesi veli e lacerti di materia che trasformano l’immagine in un corpo vivo, vulnerabile e irripetibile.

In questo lavoro, il nudo si libera da ogni tentazione descrittiva per assumere una forma di presenza rarefatta. La pelle, da semplice superficie, diventa un vero e proprio campo di trasformazione: un luogo dove la materia fotografica si solleva, lasciando affiorare frammenti, incisioni e lembi di luce. È come se l’emulsione, sottoposta alla forza del mordançage, restituisse visivamente la memoria di un contatto, la vibrazione di un passaggio tra presenza e dissoluzione. La figura femminile si manifesta come impronta, come residuo di un’apparizione che non si concede del tutto, sospesa in una dimensione di fragile eternità.

Il risultato è un’immagine sospesa tra fotografia e scultura, tra gesto alchemico e rivelazione poetica — un’opera in cui la materia fotografica si fa pelle, e la pelle diventa linguaggio.

 

A testimonianza della sua rilevanza artistica, questo lavoro è stato scelto per la pubblicazione nel prossimo numero di ContempoArte Magazine, in uscita a novembre 2025.

Leggi Ancora
Segnalazione Eventi

A LECCO, L’ARTISTA E ARCHITETTO EMANUEL ACCIARITO SVELA “IL SEGRETO DI GERTRUDE” ALL’ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI ARTE CONTEMPORANEA “I PROMESSI SPOSI”.

 

A LECCO, L’ARTISTA E ARCHITETTO 

EMANUEL ACCIARITO 

SVELA “IL SEGRETO DI GERTRUDE” ALL’ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI ARTE CONTEMPORANEA 

“I PROMESSI SPOSI”.

 

 

 

 

 

di Giuseppina Irene Groccia |10|Ottobre|2025|

 

 

Nel suggestivo Monastero del Lavello di Calolziocorte a Lecco, il veliterno architetto-artista Emanuel Acciarito espone insieme a tanti altri artisti talentuosi alla Esposizione Internazionale di arte contemporanea “I Promessi Sposi” che è stata ideata e

allestita dal professore, storico e critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso.

 

L’esposizione inaugurata il 04 ottobre 2025, resterà aperta al pubblico tutti i giorni fino al 16 ottobre.

 

 

 

L’opera “Il Segreto di Gertrude” di Emanuel Acciarito di dimensioni 60 x 120 cm è realizzata con tecnica mista su tavola, e raffigura Gertrude, l’iconica figura femminile del celebre romanzo “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, da un’angolazione creativa per niente scontata.

 



 

La Monaca di Monza è stata interpretata dall’artista nella sua intimità, assieme al suo segreto velato nel romanzo, della vera o presunta maternità.

L’opera di Acciarito aleggia tra le stanze del Monastero dei Padri Serviti, in tutta la sua nudità, con coperto solamente il capo e le spalle dal velo dell’ordine ecclesiastico dal quale si era opposta fino alla fine, ma poi ceduto per indossarlo a vita. Il velo che sa di imposizione, prigione e peso, per l’artista non privano Gertrude di poter esprimere nella sua quotidianità, la libertà di amare un uomo e in segreto, nuda dinanzi al solo Dio, custodirne senza nessuna veste di monaca, l’attesa di un figlio.

Quest’ultima opera dell’artista fa parte di un nuovissimo ciclo creativo realizzato a Vigevano tra il 2023 e il 2025, ma maturato nel tempo, attraverso un rigoroso ragionamento tecnico e creativo che ha potuto sperimentare nel 2014 con altrettanti lavori materici realizzati con la carta pesta, nel suo territorio natale e nei paesi limitrofi di Giulianello e Artena, Cori e Latina.

 



 

La scelta del colore bianco è una scelta vincolante a tutto questo percorso che pone dei paletti voluti dall’artista alla sua realizzazione, per permettere all’autore Emanuel Acciarito, di indagare fino in fondo tutte le sue simbologie che l’artista va

ricercando nella sua introspezione quotidiana.

La ricerca del bianco lo ha portato ad analizzare questa scelta in tutte le culture. E nella ricerca delle diverse culture si è ritrovato ad accettare il simbolo del bianco nell’associazione della purezza, dell’innocenza e della spiritualità, che in questo caso è enunciato dalla bellezza del corpo della donna con la sola eccezione del colore nero del velo del copri capo e quello del copri spalle, che in questo caso l’artista ha voluto rimarcare per enfatizzarne maggiormente il forte significato di appartenenza religiosa.

 



 

Al bianco nelle diverse culture analizzate si attribuisce l’alto valore del sacro e ad esso si associano tanti significati simbolici, e ad essi Emanuel Acciarito cerca ogni volta di attingere nel suo percorso creativo.

Nella cultura occidentale il bianco viene associato alla purezza e all’innocenza, tanto è che viene utilizzato per rappresentare matrimoni e battesimi, poiché simboleggia l’inizio della nuova vita. Nella cultura orientale il bianco viene associato alla spiritualità e alla pace interiore. I monaci buddisti indossano abiti bianchi per rappresentare la loro rinuncia al mondo materiale offrendo la loro dedizione alla sola ricerca spirituale. Nella cultura africana il colore bianco viene associato alla purezza divina e alla spiritualità. Il bianco viene quindi considerato un colore sacro perché simboleggia la connessione con gli spiriti e il divino.

Nella cultura indiana il bianco viene associato alla purezza e alla morte. “Emanuel Acciarito – ha scritto il curatore della mostra de “I Promessi Sposi” – porta in scena una Gertrude intima, materna e libera di amare. E lo fa con la sua tecnica

e il suo stile riconoscibile”.

 

Nel 2023 ha esposto i lavori di questo nuovo ciclo nella galleria di Milano Arcadia Art Gallery, nel 2024 ha partecipato alla prima edizione della “Biennale d’arte di Vigevano” allestita nelle stanze del Castello Sforzesco di Vigevano e alla rassegna d’arte “Donne in Trasformazione” che si è tenuta nell’antico palazzo “Malvinni Malvezzi” a Matera, dove ha ricevuto assieme ad altri artisti presenti, anche il Premio Modart Exhibition.

A gennaio di questo anno ha esposto alla esposizione d’arte “Lo stato dell’arte ai tempi della 60° Biennale di Venezia” che è stata allestita presso il Palazzo Pisani – Revedin a Venezia.

“L’esposizione di un mio lavoro – ha dichiarato Emanuel Acciarito – è sempre una importante prova per me, perché mi permette da un lato di guardare il processo creativo maturato durante la sua realizzazione da spettatore, e dall’altro, di continuare a farlo da artista tra la gente, mentre penso al mio prossimo lavoro”

 

 

 

 

 

 

 

Emanuel Acciarito

Atelier Creativo Acciarito

Studio di architettura

Emanuelacciarito@gmail.com

www.acciarito.com

 

 

 

 

 

 

 

 

Emanuel Acciarito, architetto e artista originario di Velletri, si è laureato in Architettura presso l’Università di Roma “La Sapienza”. La sua attività creativa si esprime attraverso diverse forme d’arte, dalla pittura alla scultura materica, accomunate da una profonda ricerca simbolica e spirituale.

Nel suo percorso artistico, Acciarito esplora temi universali come la libertà, la purezza e l’introspezione, con una particolare attenzione al valore del bianco, colore che per lui rappresenta la soglia tra il visibile e l’invisibile, la materia e lo spirito.

Negli ultimi anni ha presentato le sue opere in importanti rassegne nazionali e internazionali, tra cui Arcadia Art Gallery di Milano (2023), la Biennale d’Arte di Vigevano (2024) al Castello Sforzesco e la mostra “Donne in Trasformazione”a Matera, dove ha ricevuto il Premio Modart Exhibition. Nel 2025 ha partecipato all’esposizione “Lo stato dell’arte ai tempi della 60ª Biennale di Venezia” presso Palazzo Pisani-Revedin.

Alla Esposizione Internazionale di Arte Contemporanea “I Promessi Sposi” di Lecco, Acciarito presenta Il segreto di Gertrude, un’opera intensa che indaga la dimensione intima e spirituale della Monaca di Monza.

 
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nostra sezione Segnalazione Eventi propone notizie e aggiornamenti su mostre, iniziative culturali, appuntamenti artistici e progetti creativi.
Siamo lieti di valutare segnalazioni da parte di enti, artisti, curatori e operatori del settore.
È possibile inviare comunicati stampa o proposte all’indirizzo: gigroart23@gmail.com.
Tutti i contenuti vengono selezionati a discrezione della redazione, in base alla coerenza con la linea editoriale del blog.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.

 

Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 

 

L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.

 

Leggi Ancora
LetteraturaSegnalazione Eventi

Presentazione del libro “La voce che non si dimentica” di Simone Longo

Presentazione del libro “La voce che non si dimentica” di Simone Longo

 
 
 
 

Venerdì 24 ottobre, alle ore 18:00, presso la sede dell’Università Popolare nel Palazzo San Bernardino di Corigliano-Rossano, si terrà la presentazione del libro La voce che non si dimentica di Simone Longo.

L’evento sarà introdotto e coordinato da Gennaro Mercogliano, direttore dell’Università Popolare Rossanese, e si aprirà con i saluti istituzionali di Giovanni Pistoia, Vice Sindaco.

Interverranno, inoltre, Giuseppe De RosisLoredana Muraca e Maurizio Traversari

 

Durante l’incontro sono previsti momenti musicali a cura di Pino Salerno e letture tratte dal testo.

 

Sarà presente l’autore, Simone Longo, per dialogare con il pubblico e rispondere alle domande.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

La nostra sezione Segnalazione Eventi propone notizie e aggiornamenti su mostre, iniziative culturali, appuntamenti artistici e progetti creativi.
Siamo lieti di valutare segnalazioni da parte di enti, artisti, curatori e operatori del settore.
 
È possibile inviare comunicati stampa o proposte all’indirizzo: gigroart23@gmail.com
Tutti i contenuti vengono selezionati a discrezione della redazione, in base alla coerenza con la linea editoriale del blog.

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni.

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

 

 

 
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autore declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 

L’autore del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.

 

 

 

Leggi Ancora
Letteratura

Il Dizionario Etimologico del Dialetto Mandatoriccese di Franco Emilio Carlino

Ha visto la luce
un’opera unica per la comunità mandatoriccese della quale deve andare fiera




 

Il Dizionario
Etimologico del Dialetto Mandatoriccese

(Raccolta di parole perse, con proverbi, modi di dire,
soprannomi e note storiche di Mandatoriccio)

 

“La lingua di una Comunità è la riflessione del suo
stesso pensiero, la testimonianza del suo costume, la sua storia, un bene
culturale da riscoprire e da tutelare, un patrimonio da difendere per non
assistere sempre più al dissolversi delle tradizioni, della lingua dei nostri
nonni e dei genitori, delle nostre origini, della nostra identità.

In essa sono contenute le tracce delle influenze dovute
alla presenza sul territorio di altri popoli. Il dialetto, con i suoi vocaboli
cataloga e certifica le espressioni, i modi di dire, la vita di tutti i giorni,
il nostro modo di agire, i rapporti sociali, tutto ciò che appartiene e
coinvolge la comunità.

Sulla lingua, inoltre, incidono molti fattori tra cui,
inesorabilmente, il tempo che la trasforma e spesso,

a lungo andare, la rimuove senza concedergli la
possibilità di rinnovarsi e diffondersi. Pertanto, preservarla vuol dire
custodire quelli che sono le qualità umane ed etiche della stessa comunità.

Riscoprirne le radici dialettali, significa quindi
garantirne il suo valore culturale.

Sulla base di quanto si è fatto cenno, poiché fortemente
eroso dalla odierna quotidianità, ho inteso in qualche modo recuperare il
nostro dialetto, le nostre parole perse o desuete per ridargli la giusta dignità,
quale patrimonio della comunità mandatoriccese”.

Con
queste parole estrapolate dalla Introduzione del Dizionario l’Autore
mandatoriccese – rossanese, Socio della prestigiosa Accademia Cosentina, Socio
della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e Componente del Comitato Scientifico
dell’Università Popolare introduce il suo interessante e vasto lavoro raccolto
nel suo Dizionario.

     “Del resto, il
tempo e la modernità – continua Carlino – ci hanno abituati a veder scomparire alcune
consuetudini ritenute demodé, usi, credenze popolari e antichi mestieri ormai
passati nel dimenticatoio. La ragione, molto spesso, ci riconduce alla nostra
incuria e alla incapacità di mantenere ciò che di prezioso abbiamo. Col tempo,
ci siamo lasciati attrarre da una diffusa omologazione al globale che ha
investito la società nella quale viviamo, ormai distante dal pacato ritmo di un
tempo, contrassegnato, invece, da una forma di frenesia che, ahimè, ci
costringe, di conseguenza, a privilegiare un lessico povero, spesso costruito
con frasi scontate e fatte da concetti siglati da messaggini inviati e diffusi
attraverso canali come (Messenger, WhatsApp, ecc.) una pratica che ha relegato
ai margini la nostra cultura e la nostra tradizione. Comportamenti che, se non corretti,
a lungo andare ci porteranno alla inequivocabile perdita e cancellazione della
nostra memoria e dei nostri ricordi. A quanto detto va associata altresì la
capacità di comprendere quale sia stata realmente l’influenza subita dal nostro
lessico nelle diverse forme come ad esempio la provenienza, la derivazione o la
vicinanza del termine ad altri simili presenti in altre zone o paesi limitrofi”.

Nel
comunicato stampa della prestigiosa Casa Editrice L. Pellegrini di Cosenza alla
quale il Dizionario è stato affidato per la dovuta stesura e pubblicazione si
scrive:  “In un dizionario etimologico
ricco di parole perse, proverbi e modi di dire Franco Emilio Carlino offre un
notevole contributo alla valorizzazione dell’identità culturale, sociale e
civile di Mandatoriccio

 






Questi
siamo e dobbiamo rimanere

 

Un
patrimonio di lemmi, termini, modi di parlare e di esprimersi, molti dei quali
andati perduti, che affondano le radici nella più antica storia popolare del
luogo. Una ricchezza di suoni, intercalari, vocaboli, che hanno attraversato i
secoli e che oggi, grazie ad una certosina e capillare ricognizione sul
territorio, lo storico Franco Emilio Carlino affida ad uno studio poderoso,
frutto di decenni di impegno e duro lavoro interpretativo: il Dizionario
etimologico del dialetto mandatoriccese
edito da Luigi Pellegrini.

Un’opera
encomiabile, come viene sottolineato nella prefazione al volume, firmata dal
professor Pierpaolo Cetera, “uno di quei lasciti – motivati da una passione
intensa e da un’attitudine intangibile – che fa dello studioso un agente di
preservazione di un mondo, dei suoi affetti e dell’identità di una comunità”.

“Il
luogo dell’anima”, potrebbe aggiungersi, a proposito di Mandatoriccio e del
profondo legame che Franco Emilio Carlino mostra di avere nei confronti del
paese natìo, al quale dedica quest’ultima fatica che lo conferma tra i maggiori
studiosi di storia locale della Calabria. Un omaggio al comune, ma anche alle
sue nuove generazioni, alle quali Carlino si rivolge in una toccante dedica
“perché non si disperda il Nostro idioma dialettale e vadano fieri della
propria lingua e delle proprie origini”.

Il
Dizionario etimologico del dialetto mandatoriccese, dunque, rappresenta
un altro significativo passo in avanti nella costante ricerca storico-culturale
che vede Carlino impegnato a dare voce, peso e valore alle comunità dell’Alto
Jonio Cosentino, a partire, appunto, da Mandatoriccio, cui ha dedicato già
altre opere che ne indagano anche le peculiarità dialettali.  Il risultato è, in effetti, di notevole
portata, viste le ben 10.551 voci che compongono il nuovo Dizionario
etimologico
, forse il punto più alto (anche se con Franco Emilio Carlino
bisogna essere cauti, perché si rischia di essere sconfessati il giorno dopo)
della universale perlustrazione del mondo in cui l’autore dell’opera mostra di
trovarsi a suo agio, offrendo esemplari contributi di conoscenza e di
approfondimento. “Questo ulteriore volume dedicato a Mandatoriccio”, afferma Carlino,
“che raccoglie l’elenco alfabetico delle parole perdute, alcune locuzioni ed
altri elementi linguistici fornendone il significato etimologico e la
traduzione in italiano, mi offre, quindi, ancora una volta l’opportunità di
fare comunione ed entrare in sintonia con la mia terra, interpretando il
sentimento della mia gente ed interagendo con essa per affrontare insieme una
sfida importante, che è quella della riscoperta e dalla valorizzazione della
nostra cultura attraverso le nostre tradizioni, la nostra storia, la nostra
lingua, da implementare, rendere fruibile e tramandare a quanti verranno dopo
di noi, convinto che solo attraverso l’uso quotidiano del nostro dialetto
riusciremo a rimanere decisamente più autentici”. Difficile trovare parole
migliori per cogliere appieno lo “spirito” di quest’ultima fatica letteraria di
Franco Emilio Carlino, destinata per tante ragioni a lasciare il segno”.




3
ottobre 2025                                                                       

Ufficio stampa Luigi Pellegrini












































©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 










La nostra sezione Segnalazione Eventi propone notizie e aggiornamenti su mostre, iniziative culturali, appuntamenti artistici e progetti creativi.

Siamo lieti di valutare segnalazioni da parte di enti, artisti, curatori e operatori del settore.
È possibile inviare comunicati stampa o proposte all’indirizzo: gigroart23@gmail.com.
Tutti i contenuti vengono selezionati a discrezione della redazione, in base alla coerenza con la linea editoriale del blog.










Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.


Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 


L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.



 

 

Leggi Ancora
Segnalazione Eventi

“15 – La fotografia oltre l’umano” approda a Cannistrà Un ponte tra Varese e la Sicilia per l’arte contemporanea


“15 – La fotografia oltre l’umano” approda a Cannistrà

Un ponte tra Varese e la Sicilia per l’arte contemporanea

 

 

 

 

 

 

Dal vernissage di Varese al Museo a Cielo Aperto di Cannistrà: un progetto condiviso che unisce arte, territori e visioni.

Non una semplice mostra, ma un dialogo di sguardi e sensibilità che prosegue oltre la galleria, trasformandosi in un gesto di bellezza e condivisione.

 

Dopo il successo ottenuto a Varese presso la CathartGallery di Carla Pugliano, l’esposizione “15 – La fotografia oltre l’umano”, ideata e curata da Ilaria Pisciottani, si prepara a vivere una nuova tappa in Sicilia, dove le opere saranno accolte nel Museo a Cielo Aperto del Borgo di Cannistrà, grazie alla visione e all’impegno congiunto del presidente dell’Associazione Culturale Cannistrà, Vincenzo Mirabile, e di Tonino Privitera, agitatore culturale e responsabile della comunicazione dell’associazione.

 

La mostra, inaugurata lo scorso 27 settembre a Varese, si è rivelata un evento di grande rilievo artistico e umano. 

La curatrice Ilaria Pisciottani, giornalista fotografa e artista fluxus, ha saputo intrecciare visioni differenti e poetiche personali, creando una narrazione coerente che supera i confini individuali per farsi esperienza collettiva.

 

Determinante la professionalità della gallerista e artista Carla Pugliano, fondatrice della CathartGallery, spazio culturale immersivo nato per favorire il dialogo tra materia e spirito, tra l’urgenza contemporanea e la ricerca interiore. Artista riconosciuta a livello internazionale, Pugliano è stata insignita del Leone d’Oro alla Triennale di Venezia 2024, ha esposto alla 60ª Biennale di Venezia e alla XIV Florence Biennale. Dal 2025 è consulente artistico per l’Atlante dell’Arte Contemporanea (Giunti), progetto che verrà presentato al MoMA di New York. Le sue opere sono presenti in collezioni private e istituzionali.

 

Anche una delle sue opere sarà installata nel Borgo d’arte di Cannistrà

 

Fondamentale anche il contributo critico di Roberto Mutti, tra le voci più autorevoli della fotografia italiana, che ha arricchito la serata con riflessioni sulla storia e sull’evoluzione del linguaggio fotografico.

 

Il progetto ha riunito quindici autori di rilievo – Matteo Abbondanza, Fabrizio Ceci, Michele Coccioli, Monica Cossu, Giuseppina Irene Groccia, Matteo Groppi, Sonia Loren, Alessio Marzola, Maria Cristina Pasotti, Ilaria Pisciottani, Christine Selzer, Louis Selzer e Pier Paolo Tralli – i cui lavori dialogano tra loro in un percorso di ricerca che indaga il rapporto tra immagine, identità e contemporaneità.

 

 

 

 

Alla mostra di Varese si è avuta anche la presenza di Giorgio Lotti, storico fotoreporter e protagonista di oltre sessant’anni di storia italiana, ha ulteriormente impreziosito l’inaugurazione, portando la testimonianza viva di una carriera costruita su oltre 400.000 scatti e su incontri con i grandi protagonisti del Novecento.

 

Con sensibilità e lungimiranza, il presidente Vincenzo Mirabile ha accolto l’idea di ospitare le opere nel Museo a Cielo Aperto di Cannistrà, condividendo con Ilaria Pisciottani e Tonino Privitera la convinzione che la cultura possa e debba essere bene comune e motore di rinascita territoriale.

 

Ad Agosto 2024 Ilaria Pisciottani era già stata invitata da Tonino Privitera ad installare dei suoi autoritratti nel Borgo d’arte  creando così un ponte tra fotografia e street art.

 

Ed ora altre 13 Fotografie di grande formato saranno installate creando forse la prima  vera e propria galleria a cielo aperto d’Italia.

 

Le fotografie infatti  diventeranno parte integrante del percorso artistico permanente del borgo, trasformando le pareti di Cannistrà in spazi di dialogo e bellezza condivisa.

 

Un aspetto innovativo che la curatrice stessa, insieme a Roberto Mutti, ha voluto sottolineare è il carattere sperimentale del progetto: Cannistrà si conferma tra i precursori nell’accogliere la fotografia come mezzo espressivo contaminante, capace di dialogare con installazioni, affreschi e linguaggi propri di un Borgo d’Arte.

 

Una visione di ampio respiro, che rompe barriere e apre nuove prospettive, in cui anche gli artisti fotografi hanno accolto con entusiasmo la proposta di inserirsi in un contesto tanto originale quanto poetico.

 

Un’iniziativa che conferma il ruolo dell’ Associazione Culturale Cannistrà come custode pro tempore dell’arte e della cultura, al servizio della comunità e del bene comune. 

 

Un modo di fare cultura che nasce dal basso, con dedizione e spirito di collaborazione, convinti che la bellezza possa generare anche nuove opportunità sociali, culturali ed economiche per il territorio.

 

Giuseppina Irene Groccia è stata l’artefice del catalogo ufficiale e della rassegna stampa della mostra, che ha documentato l’intero percorso con rigore e sensibilità.

 

Come ha ricordato la curatrice Ilaria Pisciottani:

“Il successo si ha perché succede qualcosa”.

 

E a Cannistrà, grazie alla sinergia tra artisti, istituzioni e cittadini, sta davvero succedendo qualcosa di importante: la bellezza diventa casa, e l’arte si fa comunità.*

 

 

 

 

 

📍 Borgo di Cannistrà (ME)

👤 Vincenzo Mirabile – Presidente

📣 Tonino Privitera – Agitatore culturale e Responsabile Comunicazione

✉️ toninoprivitera@virgilio.it

 

📞 +39 392 0620035

🌐 www.cannistra.eu

 

Custodi dell’Arte, non proprietari del mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nostra sezione Segnalazione Eventi propone notizie e aggiornamenti su mostre, iniziative culturali, appuntamenti artistici e progetti creativi.
Siamo lieti di valutare segnalazioni da parte di enti, artisti, curatori e operatori del settore.
È possibile inviare comunicati stampa o proposte all’indirizzo: gigroart23@gmail.com.
Tutti i contenuti vengono selezionati a discrezione della redazione, in base alla coerenza con la linea editoriale del blog.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.

 

Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 

 

L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.

Leggi Ancora
Segnalazione Eventi

A LECCO, L’ARTISTA E ARCHITETTO EMANUEL ACCIARITO SVELA “IL SEGRETO DI GERTRUDE” ALL’ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI ARTE CONTEMPORANEA “I PROMESSI SPOSI”.

 

A LECCO, L’ARTISTA E ARCHITETTO 

EMANUEL ACCIARITO 

SVELA “IL SEGRETO DI GERTRUDE” ALL’ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI ARTE CONTEMPORANEA 

“I PROMESSI SPOSI”.

 

 

 

 

 

di Giuseppina Irene Groccia |10|Ottobre|2025|

 

 

Nel suggestivo Monastero del Lavello di Calolziocorte a Lecco, il veliterno architetto-artista Emanuel Acciarito espone insieme a tanti altri artisti talentuosi alla Esposizione Internazionale di arte contemporanea “I Promessi Sposi” che è stata ideata e

allestita dal professore, storico e critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso.

 

L’esposizione inaugurata il 04 ottobre 2025, resterà aperta al pubblico tutti i giorni fino al 16 ottobre.

 

 

 

L’opera “Il Segreto di Gertrude” di Emanuel Acciarito di dimensioni 60 x 120 cm è realizzata con tecnica mista su tavola, e raffigura Gertrude, l’iconica figura femminile del celebre romanzo “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, da un’angolazione creativa per niente scontata.

 



 

La Monaca di Monza è stata interpretata dall’artista nella sua intimità, assieme al suo segreto velato nel romanzo, della vera o presunta maternità.

L’opera di Acciarito aleggia tra le stanze del Monastero dei Padri Serviti, in tutta la sua nudità, con coperto solamente il capo e le spalle dal velo dell’ordine ecclesiastico dal quale si era opposta fino alla fine, ma poi ceduto per indossarlo a vita. Il velo che sa di imposizione, prigione e peso, per l’artista non privano Gertrude di poter esprimere nella sua quotidianità, la libertà di amare un uomo e in segreto, nuda dinanzi al solo Dio, custodirne senza nessuna veste di monaca, l’attesa di un figlio.

Quest’ultima opera dell’artista fa parte di un nuovissimo ciclo creativo realizzato a Vigevano tra il 2023 e il 2025, ma maturato nel tempo, attraverso un rigoroso ragionamento tecnico e creativo che ha potuto sperimentare nel 2014 con altrettanti lavori materici realizzati con la carta pesta, nel suo territorio natale e nei paesi limitrofi di Giulianello e Artena, Cori e Latina.

 



 

La scelta del colore bianco è una scelta vincolante a tutto questo percorso che pone dei paletti voluti dall’artista alla sua realizzazione, per permettere all’autore Emanuel Acciarito, di indagare fino in fondo tutte le sue simbologie che l’artista va

ricercando nella sua introspezione quotidiana.

La ricerca del bianco lo ha portato ad analizzare questa scelta in tutte le culture. E nella ricerca delle diverse culture si è ritrovato ad accettare il simbolo del bianco nell’associazione della purezza, dell’innocenza e della spiritualità, che in questo caso è enunciato dalla bellezza del corpo della donna con la sola eccezione del colore nero del velo del copri capo e quello del copri spalle, che in questo caso l’artista ha voluto rimarcare per enfatizzarne maggiormente il forte significato di appartenenza religiosa.

 



 

Al bianco nelle diverse culture analizzate si attribuisce l’alto valore del sacro e ad esso si associano tanti significati simbolici, e ad essi Emanuel Acciarito cerca ogni volta di attingere nel suo percorso creativo.

Nella cultura occidentale il bianco viene associato alla purezza e all’innocenza, tanto è che viene utilizzato per rappresentare matrimoni e battesimi, poiché simboleggia l’inizio della nuova vita. Nella cultura orientale il bianco viene associato alla spiritualità e alla pace interiore. I monaci buddisti indossano abiti bianchi per rappresentare la loro rinuncia al mondo materiale offrendo la loro dedizione alla sola ricerca spirituale. Nella cultura africana il colore bianco viene associato alla purezza divina e alla spiritualità. Il bianco viene quindi considerato un colore sacro perché simboleggia la connessione con gli spiriti e il divino.

Nella cultura indiana il bianco viene associato alla purezza e alla morte. “Emanuel Acciarito – ha scritto il curatore della mostra de “I Promessi Sposi” – porta in scena una Gertrude intima, materna e libera di amare. E lo fa con la sua tecnica

e il suo stile riconoscibile”.

 

Nel 2023 ha esposto i lavori di questo nuovo ciclo nella galleria di Milano Arcadia Art Gallery, nel 2024 ha partecipato alla prima edizione della “Biennale d’arte di Vigevano” allestita nelle stanze del Castello Sforzesco di Vigevano e alla rassegna d’arte “Donne in Trasformazione” che si è tenuta nell’antico palazzo “Malvinni Malvezzi” a Matera, dove ha ricevuto assieme ad altri artisti presenti, anche il Premio Modart Exhibition.

A gennaio di questo anno ha esposto alla esposizione d’arte “Lo stato dell’arte ai tempi della 60° Biennale di Venezia” che è stata allestita presso il Palazzo Pisani – Revedin a Venezia.

“L’esposizione di un mio lavoro – ha dichiarato Emanuel Acciarito – è sempre una importante prova per me, perché mi permette da un lato di guardare il processo creativo maturato durante la sua realizzazione da spettatore, e dall’altro, di continuare a farlo da artista tra la gente, mentre penso al mio prossimo lavoro”

 

 

 

 

 

 

 

Emanuel Acciarito

Atelier Creativo Acciarito

Studio di architettura

Emanuelacciarito@gmail.com

www.acciarito.com

 

 

 

 

 

 

 

 

Emanuel Acciarito, architetto e artista originario di Velletri, si è laureato in Architettura presso l’Università di Roma “La Sapienza”. La sua attività creativa si esprime attraverso diverse forme d’arte, dalla pittura alla scultura materica, accomunate da una profonda ricerca simbolica e spirituale.

Nel suo percorso artistico, Acciarito esplora temi universali come la libertà, la purezza e l’introspezione, con una particolare attenzione al valore del bianco, colore che per lui rappresenta la soglia tra il visibile e l’invisibile, la materia e lo spirito.

Negli ultimi anni ha presentato le sue opere in importanti rassegne nazionali e internazionali, tra cui Arcadia Art Gallery di Milano (2023), la Biennale d’Arte di Vigevano (2024) al Castello Sforzesco e la mostra “Donne in Trasformazione”a Matera, dove ha ricevuto il Premio Modart Exhibition. Nel 2025 ha partecipato all’esposizione “Lo stato dell’arte ai tempi della 60ª Biennale di Venezia” presso Palazzo Pisani-Revedin.

Alla Esposizione Internazionale di Arte Contemporanea “I Promessi Sposi” di Lecco, Acciarito presenta Il segreto di Gertrude, un’opera intensa che indaga la dimensione intima e spirituale della Monaca di Monza.

 
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nostra sezione Segnalazione Eventi propone notizie e aggiornamenti su mostre, iniziative culturali, appuntamenti artistici e progetti creativi.
Siamo lieti di valutare segnalazioni da parte di enti, artisti, curatori e operatori del settore.
È possibile inviare comunicati stampa o proposte all’indirizzo: gigroart23@gmail.com.
Tutti i contenuti vengono selezionati a discrezione della redazione, in base alla coerenza con la linea editoriale del blog.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.

 

Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 

 

L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.

 

Leggi Ancora
Artisti

Liliana Condemi, artista di talento di Condofuri, protagonista dei recenti eventi con le opere “Pane di Vita” e “Sogno Liminale”

 

Entrare nel mondo pittorico di Liliana Condemi significa attraversare una soglia dove la pittura si fa insieme esperienza sensoriale e viaggio interiore. Nulla è puramente descrittivo: tutto, nei suoi lavori, tende
all’evocazione, al ricordo, al respiro di ciò che resta invisibile ma sempre vivo.
Il colore diventa pensiero, la forma si trasforma in memoria, e ogni segno
racconta un tempo che continua ad abitare anche il presente.

Le sue opere si muovono tra sogno e ricordo, tra la dolcezza delle origini e lo scorrere del tempo, nei cui cromatismi vive una luce che tenta la riconciliazione, un varco di quiete dove la materia stessa si apre alla poesia e l’immagine diventa luogo di pace interiore.

Nata a Condofuri nel 1949 e formatasi all’Istituto Statale d’Arte e all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, la pittrice calabrese prosegue da decenni una ricerca ininterrotta che unisce il linguaggio del colore alla riflessione sull’esistenza, sull’interiorità e sulla memoria collettiva.

Nel settembre e ottobre 2025, due suoi recenti interventi espositivi ne hanno ribadito la profondità poetica e la coerenza di visione.

 

Il primo, “Pane di Vita”, presentato a Grimaldi (CS) per Tornare@Itaca 2025 – Pane di Pace (a cura di Mimma Pasqua), nasce da un gesto semplice e universale: impastare il pane, simbolo di nutrimento e condivisione, per ricordare i bambini di Gaza. Liliana ha scelto di “dividere il passato dalle macerie” e di trasformare la materia in segno di rinascita. 

 

Liliana Condemi-Artista-Eventi recenti-Pane di Vita-Tornare a Itaca-

 

 


Il suo pane, da semplice sostanza, diviene memoria custodita, prezioso elemento di vita
, che come scriveva Paul Klee, “rende visibile l’invisibile”, perché in esso la materia si fa simbolo, trasformando il gesto concreto in segno di speranza e rinascita. Nei suoi colori si percepisce l’intensità di una speranza che non ignora il dolore, ma lo trasforma in luce.

 

A distanza di pochi giorni, al Museo del Presente di Rende (CS), l’artista ha presentato “Sogno liminale” nell’ambito della collettiva Geni Comuni, ideata e diretta da Luigi Le Piane, con la curatela di Roberto Sottile e Mariateresa Buccieri. Qui il linguaggio si fa più rarefatto, sospeso tra ricordo e percezione. In un gioco di blu e verdi emergono echi di esperienze intime, i centrini della nonna, il riflesso del laghetto delle
ninfee a Gambarie, tutto si intreccia in una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione. L’opera si apre come una soglia, un passaggio tra ciò che è stato e ciò che ancora può essere, tra il gesto antico e il respiro della natura.

 

Liliana Condemi-Artista-Eventi recenti-Geni Comuni-

 

 

Nella pittura di questa abile artista, il colore scivola sulle tele come un’anima viva. È un atto vitale, una musica silenziosa che si
espande sulla tela come “una serie di accordi musicali”, per citare le parole di un critico che le sono state dedicate. In lei si rinnova quella sapienza del colore che, come diceva Kandinsky, “è un potere che influenza direttamente l’anima”.

Liliana Condemi intesse e porta avanti il suo universo
pittorico come un diario spirituale, dove la memoria si fa speranza e la bellezza diventa un gesto consolidato di pace.

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni sul percorso artistico e sulle opere di Liliana Condemi, si invita a consultare il suo sito ufficiale.

 

Clicca sulla sua firma per accedere al suo Sito web

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 



 
Leggi Ancora
Segnalazione Eventi

DIS’ART MANTE L’arte come resistenza poetica e disarmo interiore e collettivo

 






DIS’ART MANTE 


L’arte come resistenza poetica e disarmo interiore e collettivo.












Mostra bipersonale di FRANCESCA THERMES CRISTIANO EMANUELE RANGHETTO

A cura di Carla Pugliano

Con intervento di Andrea Barretta, noto critico d’arte, scrittore e giornalista




📍 CathArt Gallery – Varese

📅 18 ottobre – 30 ottobre 2025

📌 Inaugurazione: Sabato 18 ottobre, ore 18:00

📍 Via Salvo D’Acquisto, Varese





Da una riflessione condivisa, segnata dal senso di impotenza di fronte a conflitti e ingiustizie che abitano il nostro tempo, sempre più rumori di fondo nelle nostre esistenze, nasce DIS’ ART MANTE. 

Un titolo che si fa dichiarazione di intenti: l’arte come disarmo spirituale, simbolo di empatia, fratellanza e spirito condiviso. Un invito a non cedere all’indifferenza, a ritrovare attraverso l’arte la forza rigeneratrice dell’umano. Il percorso espositivo assume i tratti di una lettura esistenziale, quasi cristica: l’opera diventa slancio d’amore verso l’animo ferito, atto poetico che consola e ridesta. 

Risuona qui l’eco delle parole di Ernst Fischer: «L’arte non può cambiare il mondo, ma può contribuire a renderlo meno disumano». In questo solco la mostra si muove, trasformando vulnerabilità in testimonianza, sofferenza in dialogo, fiducia in presenza viva. 

DIS’ ART MANTE è parola-ponte, spazio simbolico che unisce amore, solidarietà e dimensione umana. L’arte si offre come resistenza sensibile, espressione che sceglie bellezza e consapevolezza condivisa in risposta alla violenza e al disinteresse. L’antitesi tra guerra e compassione si fa nucleo pulsante di questa mostra: l’arte come arma disarmante d’amore in cui l’impulso creativo diventa abbraccio simbolico verso l’essere fragile, memoria attiva che rifiuta l’assuefazione e risveglia la coscienza generale

Due artisti, due visioni, un’impellenza comune: quella di dare voce al silenzio assordante della guerra e del disagio sociale, alla progressiva anestesia collettiva che ci attraversa. DIS’ ART MANTE si presenta così come una bipersonale intensa e necessaria, in cui la pittura diventa strumento introspettivo e messaggio, sonda che penetra il non detto e restituisce il vero.

In esposizione le opere di Francesca Thermes e Cristiano Emanuele Ranghetto (C.R.E.!), entrambi impegnati a tradurre sulla tela ciò che spesso sfugge allo sguardo. La loro pittura non si limita a rappresentare, ma cerca di connettere di nuovo l’essere umano alla propria sensibilità, opponendo un’azione silenziosa di speranza al vuoto dell’indifferenza.

Ad impreziosire il percorso sarà il prestigioso intervento del giornalista, scrittore e critico d’arte Andrea Barretta, presente all’inaugurazione del 18 ottobre. Reduce da una grande mostra a sua cura al Museo della Stampa di Soncino “Il tempo di Warhol e la Pop art”, Barretta è attivo da anni nel panorama delle arti visive contemporanee, ha curato mostre dedicate, tra gli altri, ad Andy Warhol, Enrico Baj, Mimmo Rotella e Mario Schifano, ricevendo riconoscimenti internazionali, tra cui l’interesse del Metropolitan Museum di New York. È autore di saggi e monografie e membro del comitato critico del Catalogo dell’Arte Moderna Mondadori.

 


“Armi deposte” – Opera di Francesca Thermes



Note sugli ARTISTI


FRANCESCA THERMES


Francesca Thermes, artista autodidatta con un background professionale in architettura e design d’interni tra Napoli e Roma e Gardone Riviera, vive e lavora a Varese dal 2017. Ha sempre coltivato la propria vocazione espressiva anche attraverso musica, poesia e pittura.


Nel suo atelier affacciato sul centro cittadino, sviluppa un linguaggio pittorico personale e meditativoche attraverso il silenzio interiore si concretizza in forme astratte, nature morte e paesaggi emotivi.
Con fondi blu e oro attraversati da tratti netti e strutture fluttuanti, le sue opere raccontano ricordi, battaglie interiori e isole immaginate, in un equilibrio visivo tra ordine e poesia, tra materia e sogno. Quadri come Tromba d’aria e Fiocchi Caleidoscopici evocano forze primordiali, mutamenti e frammenti di ciò che ci attraversa.
“Sono in primis un architetto, ma anche una pittrice, una cantante, una poetessa.
Nella mia esperienza personale ho trovato esplorativo dare spazio in parallelo alla parte artistica, approfondendo il canto, la composizione poetica e le tecniche espressive della pittura, entrando così sin dall’infanzia a contatto diretto con la mia parte emozionale.Nella pittura paragono il mio lavoro ad un’esplosione, da cui ne seguono immagini che scorrono frammentate come note su supporti inaspettati che si traducono poi in forme grafiche usando il pennarello e il colore.”

Il lavoro di Francesca Thermes si distingue per la capacità di rendere visibile l’invisibile, di dare forma alle ferite e allo smarrimento del nostro tempo. Ogni sua composizione diventa uno spazio sospeso tra realtà e sogno, in cui colore, segno e materia si fondono per risvegliare sensibilità e sguardo condiviso. La sua creatività non si limita a rappresentare, si rivela in un flusso simbolico che trasforma l’esperienza estetica in un gesto di empatia. Attraverso questo dialogo, le opere di Thermes diventano atti di ascolto e consolazione, capaci di rispondere, con delicatezza, alle tensioni e alle ferite del mondo contemporaneo. Ogni oggetto del quotidiano, scatole, ritagli, etichette, non è per lei estraneo al processo creativo: lo percepisce già come elemento vivo delle sue composizioni, pronto a diventare materia poetica che si fonde con forme e colori, dando origine a visioni in continua trasformazione. Come supporti, Thermes utilizza sia le tele classiche sia materiali di riciclo come cartoncini, tavole di compensato o multistrato, intervenendo con pennarelli acrilici colorati o neri per bordare e rifinire le forme, di cui ama definire i contorni. Per Thermes DIS’ ART MANTE rappresenta l’esigenza di dare forma a ciò che non si vede, offrendo opere silenziose ma potenti, in cui la solidità della struttura incontra la leggerezza del vento.

 



“La guerra ha sempre colpito i più deboli” – Opera di Cristiano Emanuele Ranghetto




CRISTIANO EMANUELE RANGHETTO (C.R.E.!)


Cristiano Emanuele Ranghetto, in arte C.R.E.!, è pittore, scultore e poeta. Vive a Varese e si è formato presso il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha conseguito il Dottorato in Scultura.
Artista poliedrico ed eclettico, spirituale e visionario, Ranghetto considera l’arte un atto profetico e un mezzo per risvegliare coscienze addormentate.

Il suo stile, ispirato alla Scuola di New York e influenzato da Klee, Vedova e Miró, si declina in una cifra espressiva originale che fonde spiritualità, segno e materia.

Ideatore del MultivisionismoRanghetto crea dipinti che ruotano a 360°, invitando lo spettatore a scoprire volti, animali, figure e simboli nascosti, in base all’umore e all’orientamento dell’opera.
“Il Multivisionismo è pedagogico: incita anche a intraprendere una nuova visione del mondo, sperando di migliorarlo. Il mio nome, Cristiano Ranghetto Emanuele Italiano, si riassume nell’acronimo C.R.E.! che invita a creare e partecipare attivamente all’esistenza del quadro. Credo fermamente che l’immaginazione debba essere rispettata e risvegliata: chi fruisce di quest’opera interattiva deve essere coinvolto, diventando partecipe e, in un certo senso, anche artista. In definitiva, questi dipinti vogliono essere un invito alla scoperta, alla creatività e alla partecipazione, perché l’arte e l’immaginazione sono strumenti fondamentali per esplorare e arricchire la nostra realtà e soprattutto per risvegliare le coscienze attraverso il linguaggio universale dell’arte

Ranghetto esporrà anche le sue sculture: “L’arte ha il dovere di mettere in luce i problemi creati dall’uomo. Il materiale che prediligo per realizzare le mie sculture è l’argilla: essa è terra, parte fondamentale del pianeta in cui viviamo, il quale soffre perché soffocato dall’uomo, suo parassita. Uso la terracotta che poi corrodo, con l’intento di simboleggiare le ferite che il pianeta ha subito e continua a subire dall’uomo.”

L’arte di Cristiano Ranghetto è un viaggio nell’imprevedibile, dove il colore diventa specchio dell’inconscio e la materia si trasforma in presenze mutevoli: volti, creature, paesaggi interiori che emergono e svaniscono come nuvole in metamorfosi. Ogni opera è un invito a perdersi nello sguardo, a riscoprire l’immaginazione sopita e a lasciarsi guidare dal gioco visionario del Multivisionismo. Le sue opere sono pedagogiche e interattive, e al contempo profondamente riflessive: un invito a guardare il mondo da più angolazioni e, forse, a cambiarlo.

_____________________________________________________

La mostra è curata da Carla Pugliano, artista riconosciuta a livello internazionale e fondatrice della CathArt Gallery, spazio culturale immersivo nato per favorire il dialogo tra materia e spirito, tra l’urgenza contemporanea e la ricerca interiore. Tra gli altri riconoscimenti e tra le partecipazioni, Pugliano è stata insignita del Leone d’Oro alla Triennale di Venezia, ha esposto alla 60ª Biennale di Venezia e alla XIV Florence Biennale. Dal 2026 è, inoltre, Consulente artistico per l’Atlante dell’Arte Contemporanea (Giunti) che verrà presentato al Mo.MA di New York. Le sue opere sono in collezioni private istituzionali e museali.












Informazioni sull’evento:


📆 Date mostra: 18 – 30 ottobre 2025

🕰 Orari apertura: da martedì a venerdì dalle 16:30 alle 18:30 – sabato dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:30 alle 19:00 – domenica 15:30 – 19:00

🎙 Inaugurazione: Sabato 18 ottobre, ore 18:00

📍 Luogo: CathArt Gallery, Piazza Giovanni XXIII, 11 – Varese (Ingresso da Via Salvo D’Acquisto)

Ingresso: Libero


Per info e contatti

• +39 392 8081554
• FacebookCathArt Gallery
• Instagram@cathart_gallery



























©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 










La nostra sezione Segnalazione Eventi propone notizie e aggiornamenti su mostre, iniziative culturali, appuntamenti artistici e progetti creativi.

Siamo lieti di valutare segnalazioni da parte di enti, artisti, curatori e operatori del settore.
È possibile inviare comunicati stampa o proposte all’indirizzo: gigroart23@gmail.com.
Tutti i contenuti vengono selezionati a discrezione della redazione, in base alla coerenza con la linea editoriale del blog.










Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.


Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 


L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.




 

Leggi Ancora
Segnalazione Eventi

“15 – La fotografia oltre l’umano” – Un vernissage che diventa dialogo

“15 – La fotografia oltre l’umano”

 

Un vernissage che diventa dialogo

 

 

 

 

 

 

 

di Giuseppina Irene Groccia |04|Ottobre|2025|

 

 

Non una semplice inaugurazione, ma un intreccio di sguardi,
relazioni e spazi vitali. Così si è presentato sabato 27 settembre il
vernissage della mostra “15 – La fotografia oltre l’umano” presso la CathartGallery di Varese, trasformando l’apertura ufficiale in un’esperienza
condivisa.

 

La città, con la sua vocazione artistica, ha accolto un
evento che ha superato la dimensione della pura esposizione per diventare
un’occasione di incontro. Determinante è stato il ruolo dello spazio: la
galleria di Carla Pugliano, che con magnifica accoglienza e grande
professionalità ha saputo gestire l’allestimento e la stampa, si è rivelata una
cornice capace di amplificare il linguaggio delle opere senza mai sovrastarlo,
restituendo al pubblico la giusta intimità e una luce museale indispensabile
per la fotografia.

 

 

 

Alla guida del progetto, l’ideazione e la cura di Ilaria Pisciottani, che ha saputo intrecciare visioni e sensibilità differenti, dando
alla mostra una coerenza narrativa e un respiro critico che hanno reso l’evento
più di una semplice esposizione, e cioè un percorso pensato come esperienza
collettiva.

 

L’artista e curatrice Ilaria Pisciottani e il critico Roberto Mutti

 

 

L’atmosfera respirata durante il vernissage non si è
misurata in numeri o applausi, ma in quella sottile armonia che ha legato
immagini, ambiente e persone. Ogni fotografia ha trovato il proprio posto,
instaurando un dialogo con lo spazio e con chi lo abitava in quel momento.

 

Un ruolo centrale lo hanno avuto le collaboratrici
coinvolte: professioniste serie, preparate, ma anche amiche di lunga data, tra
cui proprio Carla Pugliano e Giuseppina Irene Groccia. La loro collaborazione
non si è limitata alla semplice coesistenza, ma ha dato vita a un intreccio di
sensibilità che, grazie alla visione curatoriale di Ilaria Pisciottani, si è
tradotto in un progetto corale e autentico. “Il successo si ha perché succede
qualcosa
” – ha ricordato appunto la curatrice durante l’evento, e sabato quella
sintonia di pensiero si è concretizzata in un percorso comune.

 

L’artista e gallerista ospitante Carla Pugliano con il critico
Roberto Mutti

 

 

Il vernissage ha visto anche il contributo di autori di
rilievo, le cui ricerche fotografiche sono state accolte con grande interesse.
Esporre le loro opere ha significato riconoscere il valore di una ricerca che
merita di essere diffusa, ma anche dare un segno di stima verso chi continua a
interrogare la fotografia come linguaggio critico e poetico. 
I 14 fotografi selezionati – Matteo Abbondanza, Fabrizio Ceci, Michele Coccioli, Monica Cossu, Giuseppina Irene Groccia, Matteo Groppi, Sonia Loren, Alessio Marzola, Maria Cristina Pasotti, Ilaria Pisciottani, Alessandro Rovelli, Christine Selzer, Louis Selzer, Pier Paolo Tralli 

 

 

 

Il progetto non si esaurisce però nello spazio della
galleria: le opere proseguiranno il loro cammino verso la Sicilia, entrando a
far parte del museo a cielo aperto del Borgo di Cannistrà, grazie all’impegno e
all’amicizia di Tonino Privitera. Un viaggio che testimonia come la fotografia
possa abitare luoghi diversi e continuare a generare senso oltre l’evento.

 

 

Determinante è stato anche il lavoro redazionale: la cura
del catalogo e della rassegna stampa, affidata a Giuseppina Irene Groccia
definita affettuosamente “la nostra Vasari” – ha garantito coerenza e qualità,
offrendo all’iniziativa una cornice critica solida e professionale.

 

 

Il momento forse più intenso è stato l’intervento del
critico Roberto Mutti, tra le voci più autorevoli nel panorama fotografico
italiano. Con aneddoti sulle origini della fotografia e sui pionieri che ne
hanno tracciato la strada, Mutti ha saputo affascinare il pubblico, offrendo
nuove prospettive di lettura e consolidando il valore dell’esperienza.

 

 

 

Il pubblico stesso, numeroso e partecipe, ha giocato un
ruolo chiave: colto, attento, entusiasta, ha trasformato la serata in un
dialogo vivo tra chi espone e chi osserva. Tra i presenti spiccava una figura
storica del fotogiornalismo italiano: Giorgio Lotti. Con una carriera lunga
sessant’anni
, oltre 400.000 scatti all’attivo e una vita trascorsa a
documentare i protagonisti e gli eventi del Novecento – da Yasser Arafat a
Brigitte Bardot, da Andy Warhol a Eugenio Montale, fino allo sbarco sulla Luna
accanto a Giuseppe Ungaretti – Lotti ha portato con sé la testimonianza viva di
un’epoca. Emblematico il record della sua fotografia ufficiale del premier
cinese Zhou Enlai, stampata in oltre 100 milioni di copie, la più venduta al
mondo.

 

Il vernissage è stato, in definitiva, un momento di
gratitudine: verso chi ha proposto le proprie idee creative, verso lo spazio
che ha accolto le opere, verso chi ha reso possibile il catalogo e la stampa di
qualità, verso il critico che ha offerto uno sguardo illuminante, e soprattutto
verso il pubblico, che ha dato calore e senso a ogni immagine. Ma soprattutto
un ringraziamento va alla curatrice Ilaria Pisciottani, la cui visione ha reso
possibile questo intreccio di energie, idee e relazioni.

 


 

Tra i ringraziamenti finali, non sono mancate le artiste
Carlotta Baldazzi, Chiara Galliano e Luisa Montagna per la loro presenza, così
come Maria Cristina Pasotti e Pier Paolo Tralli, che hanno immortalato con le
loro fotografie i momenti salienti della serata.

 

“15 – La fotografia oltre l’umano” si è così rivelata molto
più di una mostra: un passaggio che ricorda come l’arte sia sempre costruita su
incontri, relazioni e luoghi capaci di restituire significato alle immagini.

 
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nostra sezione Segnalazione Eventi propone notizie e aggiornamenti su mostre, iniziative culturali, appuntamenti artistici e progetti creativi.
Siamo lieti di valutare segnalazioni da parte di enti, artisti, curatori e operatori del settore.
È possibile inviare comunicati stampa o proposte all’indirizzo: gigroart23@gmail.com.
Tutti i contenuti vengono selezionati a discrezione della redazione, in base alla coerenza con la linea editoriale del blog.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.

 

Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 

 

L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.

 

 
Leggi Ancora
1 2
Page 1 of 2