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Marzo 2025

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Etno Tour Prima tappa del Festival itinerante sulle minoranze linguistiche

 












Etno Tour 


Prima tappa del Festival itinerante sulle minoranze linguistiche



Sabato 1 marzo 2025, ospiti della Città di Mongrassano (CS), presso il Centro Iconografico Arbëresh di Palazzo Miceli, in Via Serra di Leo 26, dalle 10:00 alle 17:30, si è svolta la prima tappa di un lungo percorso di scoperta e divulgazione culturale intitolato EtnoTour – Festival itinerante sulle minoranze linguistiche

Soggetto promotore dell’iniziativa è Metaphorica. Semestrale di Poesia pubblicata da Efesto edizioni, con i patrocini dei Comuni di Cosenza e di Mongrassano delle Associazioni Eudemonia e Antonio Staffa.



Una intensissima giornata di studi sulla complessità e polifonia della cultura arbëreshe vista come un poliedro sfaccettato dalle lenti antropologiche, sociologiche, politiche, letterarie, musicali e artistiche oltre il “folklore”, inteso in senso riduttivo e semplificativo e riscoprendo una immensa ricchezza da ri-narrare, difendere e promuovere. EtnoTour è stata una cerimonia sacra, celebrata nell’anima di un luogo autentico con gli interventi di studiosi e addetti ai lavori come Saverio Bafaro (poeta, psicoterapeuta e direttore di Metaphorica), Vito Teti (Professore di antropologia culturale), Antonella Rizzo (scrittrice e giornalista), Italo Sarro (scrittore e studioso di Lingua e Tradizioni arbëresh), Carmine Stamile (insegnante ed esperto della cultura arbëresh di Calabria); Damiano Guagliardi (scrittore, saggista e presidente della Federazione delle Associazioni Arbëreshë) e Anila Dahriu (poetessa albanese) e con i contributi artistici di Grazia Beatrice Posteraro e Gianfranco Bellusci


Tutto questo grazie anche alla buona politica di un territorio che resiste alla globalizzazione selvaggia con una tradizione millenaria che rappresenta un valore aggiunto nella terra calabrese, tenace e resistente baluardo di resistenza a una modernità posticcia.

In attesa della prossima edizione le riflessioni di ogni studioso usciranno nel numero 7 di Metaphorica – Semestrale di Poesia.
























©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 





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VITE DI DONNE Sabato 8 marzo 2025

 




VITE DI DONNE



Sabato 8 marzo 2025 – Ore 18:00
Vintage Cafè, Via Provinciale, Corigliano-Rossano (AU) – Corigliano 



In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Vintage Cafè di Corigliano-Rossano rinnova il suo appuntamento annuale con una serata dedicata al talento femminile in tutte le sue forme. 


Sabato 8 marzo, a partire dalle ore 18:00, il locale ospiterà “Vite di Donne”, un evento che omaggia l’arte, la poesia, la letteratura e l’imprenditorialità femminile, in un incontro che vuole essere momento di riflessione, condivisione e gioia dello stare insieme.


A fare gli onori di casa sarà Ermelinda Pipieri, che accoglierà il pubblico in una serata in cui diversi linguaggi artistici si intrecciano per rendere omaggio alla memoria e al valore della donna nella società.


L’arte sarà protagonista con una collettiva tutta al femminile, che vedrà esporre le artiste:


  • Giuseppina Irene Groccia

  • Enza Tassitani

  • Maria Romeo

  • Daniela Iacino

  • Sara Pennini

  • Ornella Imbrogno

  • Diva Caputo

  • Mimma Gualtieri

  • Isabella Tucci

  • Immacolata Tucci


Numerose le ospiti che porteranno testimonianze di vita e impegno. Daniela Romano, consigliere comunale, interverrà con la sua esperienza nel sociale; la poetessa Anna Palermo offrirà il suo contributo in ambito educativo e culturale; saranno presenti anche rappresentanti dell’Associazione di Volontariato AVO e le Suore Discepole di Gesù Eucaristico, che condivideranno una testimonianza spirituale.

Per la poesia, sarà ospite Donna Insieme di Isabella Malagrinò, insieme a Giulia Spanò Secco


In ambito artistico e creativo, sarà inoltre possibile ammirare una creazione sartoriale di alta moda firmata dalla designer Patrizia Crupimentre Carmen Fusaro presenterà le sue opere di artigianato artistico e Annunziata Pignataro i suoi bijoux artigianali.


Inoltre, sarà presente Marialuisa Campana, giovane talento della scrittura, che presenterà il suo libro “Alla ricerca di un amico”.

L’evento sarà impreziosito dagli intermezzi musicali della talentuosa soprano Maria Addolorata Mondella, che accompagnerà la serata con la sua voce.

In conclusione di serata sarà possibile gustare un piacevole apericena, per il quale è gradita la prenotazione.

Un’occasione speciale per celebrare la donna attraverso l’arte, la cultura e la condivisione di esperienze, in una serata che promette emozioni, incontri e bellezza. 


Vi aspettiamo!




Per informazioni e prenotazioni:

📞 392.5674900
📍 Vintage Cafè, Via Provinciale, Corigliano-Rossano (AU) – Corigliano 

©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 





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15 La fotografia oltre l’umano

 


15
La fotografia oltre l’umano






di Redazione |03|Marzo|2025|


La mostra 15 nasce dalla visione di Ilaria Pisciottani, giornalista e fotografa, con l’intento di riaffermare il ruolo della fotografia contemporanea come strumento di indagine etica e impegno civile. Non è pensata come una semplice esposizione, ma come un dispositivo critico che interroga lo statuto delle immagini e il loro potere di ridefinire i confini dell’identità, della natura e del vivente.


Al centro della riflessione si colloca il concetto di transanimale, una prospettiva filosofica ispirata al pensiero di Hans Jonas, che ci invita a superare la rigida contrapposizione tra uomo e animale, tra cultura e natura. Il transanimale non è solo un concetto teorico, ma una postura dello sguardo, una forma di resistenza alla visione che mette l’uomo al centro e riduce il mondo a uno sfondo per le sue azioni. Qui, invece, ogni scatto diventa un varco attraverso cui emergono nuove sensibilità, nuove soggettività ibride, nuovi racconti che dissolvono i confini tra le specie.


I quindici fotografi selezionati interpreteranno questo concetto attraverso immagini che trasformano il modo di rappresentare la realtà, dando voce a un dialogo ininterrotto tra l’umano e il non umano. La fotografia diventa così specchio e rivelazione di una realtà interconnessa, in cui le entità che popolano lo spazio non sono semplici soggetti da osservare, ma interlocutori di un discorso esistenziale e morale.


Il numero 15 è emblematico perché non rappresenta solo la pluralità degli artisti coinvolti, ma si carica di una valenza simbolica: nella numerologia rappresenta il dinamismo creativo, l’armonia tra le forze della natura e la volontà di trasformazione. Ogni fotografo interpreta questa cifra attraverso la propria poetica, creando micro-narrazioni visive che toccano la memoria, la materia e l’essenza stessa della vita.

Ogni scatto diviene così un atto di riconoscimento: uno spazio in cui la fotografia si emancipa dalla sua funzione documentaria per diventare luogo di riflessione filosofica. 


La mostra, quindi, non si limiterà a proporre immagini evocative, ma a renderle portavoce di un discorso più ampio e profondo, esortando lo spettatore a interrogarsi sulla propria relazione con il vivente e sulla responsabilità dell’uomo nei confronti del pianeta e delle creature che lo abitano. È un invito a spostare il baricentro della percezione, a riconoscere il valore fondamentale di ogni esistenza, a superare la visione del dominio e abbracciare un’etica della coesistenza.


Come sosteneva Jonas, la specificità umana si manifesta nella capacità di essere responsabili: 15 ci ricorda che questa responsabilità si estende oltre la nostra specie, coinvolgendo tutte le forme di vita in una rete di relazioni inscindibili.


Più di una mostra, 15 è un manifesto per un nuovo umanesimo transanimale, in cui la fotografia non si riduce a registrare il reale, ma lo trasfigura, lo interroga, lo risignifica. Un invito a vedere, e a sentire, oltre l’umano.





15 si avvale della prestigiosa collaborazione con Diorama Progetti Fotografici e della curatela critica di Roberto Mutti, professionista di riconosciuta esperienza e autorevolezza nel panorama fotografico.


La mostra prenderà vita nei prestigiosi spazi della CathArt Gallery di Carla Pugliano, in un periodo particolarmente significativo, all’interno della grande rassegna milanese annuale dedicata alla fotografia d’autore.



Il catalogo della mostra sarà impreziosito dal contributo critico del Dott. Roberto Mutti e curato con grande attenzione da Giuseppina Irene Groccia, che darà forma editoriale a questo importante documento, valorizzando le opere e il percorso espositivo.


Saranno solo quindici gli artisti attentamente selezionati dalla direzione, attraverso un processo rigoroso e mirato. Questa scelta accurata garantirà una coesione di voci perfettamente in sintonia con lo spirito e il significato del progetto.




Per candidarsi, è sufficiente inviare una richiesta via email al seguente indirizzo: 

ilaria.pisciottani@gmail.com 

























©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 





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EVERLAND ART – PERCORSI DI RICERCA AL VIA LA PRIMA EDIZIONE DELLA RASSEGNA INTERNAZIONALE A ROMA

  L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi 

EVERLAND ART – PERCORSI DI RICERCA

AL VIA LA PRIMA EDIZIONE DELLA RASSEGNA INTERNAZIONALE A ROMA




di Redazione |03|Marzo|2025|




Roma si prepara ad accogliere un nuovo appuntamento con l’arte contemporanea. 


Dal 26 aprile al 3 maggio, la Galleria d’Arte IL LEONE, a pochi passi dal Colosseo, ospiterà la prima edizione della Rassegna d’Arte Internazionale “Everland Art – Percorsi di Ricerca”, un evento che promette di trasformare la capitale in un crocevia di creatività e sperimentazione.


Curata dall’associazione Athenae Artis sotto la direzione artistica di Maria Di Stasio, la rassegna vedrà la partecipazione di 43 artisti selezionati, tra nomi affermati e talenti emergenti. Pittura, scultura e fotografia saranno protagoniste di un’esposizione che abbraccia linguaggi e sensibilità diverse, offrendo uno spaccato autentico delle tendenze artistiche contemporanee.

La selezione ha un respiro internazionale: oltre agli artisti italiani, saranno presenti rappresentanti da Stati Uniti, Francia, Grecia, Spagna e Israele, a testimonianza della vocazione globale della manifestazione.


Durante l’evento saranno esposte 58 opere, tra pittura, scultura e fotografia, creando un percorso espositivo eterogeneo e stimolante. L’esposizione avrà una dimensione fisica, ma includerà anche artisti che parteciperanno con video proiezioni, offrendo così una varietà di linguaggi visivi e arricchendo ulteriormente l’esperienza dei visitatori. Un mosaico di tecniche, materiali e linguaggi visivi guiderà i visitatori in un autentico viaggio sensoriale e intellettuale, dove ogni opera diventa occasione di emozione, riflessione e dialogo con il presente. Temi sociali, visioni collettive e interpretazioni personali si intrecciano, offrendo uno spaccato potente e significativo dell’arte contemporanea.


Maria Di Stasio, curatrice dell’evento, racconta così il senso di questa rassegna:


L’arte rappresenta una delle forme di comunicazione più antiche e universali al mondo, ma allo stesso tempo risulta spesso complesso descriverla appieno. È un intreccio di esperienze sensoriali che ti travolgono come un turbine, trascinandoti nel loro nucleo più profondo. È uno specchio attraverso il quale possiamo percepire noi stessi nella nostra essenza più autentica. L’arte è un rifugio, una salvezza che ci abbraccia con il coraggio: il coraggio di affrontare e accogliere le nostre emozioni, soprattutto quelle più oscure. Richiede però ancor più ardimento trasformare dolore e traumi in qualcosa di bello. Questa trasformazione, quasi alchemica, è ciò che rende l’arte così potente e umana. La bellezza e le emozioni che l’arte riesce a evocare arricchiscono l’esistenza, offrendoci momenti di introspezione e contemplazione. Inoltre, essa ha il dono straordinario di creare un senso di appartenenza e identità culturale, permettendo alle persone di condividere esperienze comuni e di sentirsi più connesse alla propria comunità. È un linguaggio universale che trascende le parole, capace di unire e dare voce a sentimenti collettivi. L’arte è, in definitiva, una forma di espressione umana unica, attraverso la quale pensieri ed emozioni prendono vita nei più svariati stili e linguaggi visivi. Nello stile scelto dall’artista per dare corpo alle sue opere risiede, forse, la vera essenza dell’arte: la capacità di materializzare ciò che si prova, pensa e percepisce in qualcosa di tangibile. Le cinquanta opere visive, ognuna con il proprio linguaggio unico, tracciano percorsi personali attraverso impatti materici e simbolici. L’uso attento di cromie e forze espressive profondamente intimiste rivela l’identità di ciascun artista, vero protagonista della sua creazione. Attraverso pennelli o scalpelli, ciascun autore plasma la materia per proiettare la propria essenza infinita nell’opera finale. Ogni opera mostra ritmi distinti, una cadenza stilistica diversa fatta di consistenze cromatiche e richiami a dimensioni primordiali. Queste creazioni non si limitano semplicemente ad esprimere abilità tecnica; esse sublimano l’arte del “saper fare” in un profondo “saper sentire”.




Gli artisti partecipanti sono: 


Giovanni Vano, Inbal Kristin, Marco Eracli, Carmela Tulino, Donato Stabile, Silvia Orlandi, Alessandra Croce, Andrea Scardigli, Adriana Finazzi, Umberto Falvo, Danilo Calò, Teresa Saviano, Anna Matrosova, Katrien Vanderkelen, Maria Sturiale, Khanh Nguyen, Stefania Botta, Roberta Baldassano, Maria Flora Cocchi, Fabrizio Ceci, Christine Selzer, Lorenzo Trombino, Gabriella Zanchi, Enza Cotugno, Benedetta Dell’Uomo, Giuseppina Irene Groccia, Tommaso Garofalo, Riccardo Furlanetto, Paolo Lelli, Fabio Tolu & Rachele Cialdini, Rita Maurizi, Fabrizio Gentilini, Stefania Tagliabue, Sara Asquini, Simona Carbone, Patrizia Nigro, Giovanni Fasano, Lemma Patrizia,  Antonio Iovine, Antonio Panella, Raffaele Di Stasio, Alessandro Rinaldoni & Francesca Ghidini.




Il 26 aprile alle ore 17:30 si terrà il vernissage inaugurale, segnando l’inizio della prima edizione di questo prestigioso evento d’arte. 


A guidare la presentazione sarà Maria Di Stasio, affiancata dalla critica e storica dell’arte Mariangela Bognolo, che offrirà un’approfondita lettura critica delle opere esposte.


Nel corso della serata, Bognolo analizzerà il lavoro di ciascun artista, fornendo spunti di riflessione e chiavi di lettura che accompagneranno il pubblico alla scoperta delle diverse espressioni artistiche. Sarà un momento di grande valore, in cui gli artisti avranno l’opportunità di raccontare in prima persona il significato delle proprie creazioni, svelando ispirazioni, percorsi e visioni artistiche.


Il dialogo tra l’analisi critica e le testimonianze dirette darà vita a un confronto stimolante e coinvolgente, arricchendo l’esperienza dei presenti e offrendo una prospettiva più profonda sulle opere in mostra.


A distinguersi tra i riconoscimenti dedicati agli artisti vi sono premi di prestigio, ciascuno pensato per esaltare un aspetto specifico dell’eccellenza creativa, valorizzando talento, ricerca artistica e innovazione espressiva.


Durante il vernissage, avrà luogo la cerimonia di premiazione, con l’assegnazione delle targhe agli artisti vincitori nelle seguenti categorie:




  • Premio Rete Top 95, a testimonianza dell’impegno nel promuovere il dialogo tra diverse generazioni e stili.


  • Premio della Critica, un tributo alla visione artistica capace di connettere pubblico e critica.


  • Premio EtereArt, che valorizza il rigore concettuale e l’originalità delle opere.


  • Premio ContempoArte, dedicato alle espressioni artistiche più innovative e sperimentali.




In qualità di Media Partner, l’associazione L’ArteCheMiPiace di Giuseppina Irene Groccia, avrà l’onore di assegnare il Premio ContempoArte

Questo prestigioso riconoscimento verrà attribuito all’artista che si sarà distinto per l’approccio più innovativo e sperimentale, accompagnato da una pubblicazione esclusiva sul magazine ContempoArte.


Oltre alla premiazione, il blog L’ArteCheMiPiace sosterrà ogni artista partecipante attraverso un supporto mediatico dedicato. Ad ogni artista partecipante sarà dedicata uno spazio di pubblicazione sul blog con un’ intervista personalizzata in cui raccontare il proprio percorso e presentare le opere esposte alla rassegna.




Un progetto di comunicazione integrata


L’Associazione Athenae Artis affianca alla qualità curatoriale della mostra un impegno senza precedenti nella comunicazione. Attraverso il suo ufficio stampa, e la Media Partnership con L’ArteCheMiPiace si assicura una gestione impeccabile dei rapporti con i media, la diffusione capillare dei comunicati e la documentazione dell’intera rassegna stampa.

La strategia di promozione si estende ai social network, con contenuti curati, dirette video e foto reportage che coinvolgono il pubblico in tempo reale, rendendolo parte attiva dell’evento. Questa sinergia tra comunicazione tradizionale e digitale punta a massimizzare l’impatto di EVERLAND ART, trasformandolo in un’esperienza condivisa e amplificata da una rete globale.


EVERLAND ART crede fermamente che ogni artista debba essere supportato non solo attraverso l’esposizione delle proprie opere, ma anche grazie a un sistema di promozione che valorizzi la sua individualità e il suo messaggio. In questa visione, i premi e la visibilità rappresentano il coronamento di un percorso che mette l’artista al centro, come protagonista di un evento concepito per supportare il talento in tutte le sue forme.


Questo evento rappresenterà un’occasione importante per valorizzare sensibilità artistiche diverse, mettendo in luce poetiche e visioni provenienti da contesti eterogenei. Una vetrina d’eccellenza che non sarà solo un riconoscimento al talento, ma anche un importante spazio di dialogo, confronto e crescita culturale, dove l’arte diventa terreno di scambio e ispirazione.







“EVERLAND ART” 

Percorsi di Ricerca 

Expò Internazionale d’Arte Contemporanea 


Dal 26 aprile al 3 maggio 2025


Organizzata e Promossa da: Associazione Culturale “ATHENAE ARTIS” 

Con la collaborazione di: GALLERIA D’ARTE “ IL LEONE” 

Art Curator: Maria Di Stasio 

Critico e Storico dell’Arte: Mariangela Bognolo 

Media Partner: L’ArteCheMiPiace 


Vernissage sabato 26 Aprile ore 17.00

Info e comunicazioni: athenaeartis@libero.it


Orario mostra:


Dal lunedì al sabato : 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00 
































©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 





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La Pittura come Dialogo tra Arte e Natura – Enzo Forgione

 

La Pittura come Dialogo tra Arte e Natura


Enzo Forgione

di Giuseppina Irene Groccia |01|Marzo|2025|

Enzo Forgione, attraverso il suo percorso artistico, si fa
interprete di una profonda sintonia tra l’uomo e la Natura, mediata dalla
pittura come strumento di ricerca e meraviglia. La sua formazione, che inizia
all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, è segnata da un interesse per le
tecniche pittoriche ad acqua, che lo accompagneranno a lungo, ma è con la
decisione di dedicarsi esclusivamente alla pittura nel 2006 che Enzo Forgione trova
la sua vera vocazione. La scelta di abbandonare l’arte applicata e il design si
rivela determinante, poiché consente all’artista di esplorare senza limitazioni
la propria espressività, approdando a una pittura che alterna la raffinatezza
del realismo a sperimentazioni di maggior libertà.

Il suo lavoro si distingue per la centralità dei temi
botanici
, in particolare attraverso l’uso di orchidee e altri soggetti
floreali, che non si limitano a un solo interesse estetico, ma si configurano
come un’indagine approfondita sulle geometrie e i pattern della natura. Ogni
dipinto è un’esplorazione visiva in cui i dettagli si espandono, permettendo
allo spettatore di immergersi in un universo di colori e forme, esaltando la
singolarità di ogni soggetto. Questo approccio intimo e meticoloso, che si
nutre di un’osservazione attenta della realtà, si fonde con una continua
ricerca sulla percezione visiva. Forgione non si limita a rappresentare la
natura, ma si sforza di svelarne l’anima, di rivelare l’ordine nascosto sotto
la superficie, in particolare attraverso l’uso dei riflessi sull’acqua che
caratterizzano la sua più recente produzione.

Una delle caratteristiche distintive della sua arte è l’uso
della tecnica ‘alla prima’, che gli consente di catturare la freschezza e la
vitalità dei soggetti, grazie a una pennellata libera e immediata, priva di
sovrapposizioni che rischierebbero di appesantire la composizione. In questo
modo, ogni opera è un’esperienza visiva di pura energia cromatica, in cui le
forme si definiscono con straordinaria vivacità. La tecnica, che richiede una
notevole abilità, si traduce in una pittura che affascina tanto per la sua
precisione quanto per la sua intensità emotiva, capace di coinvolgere
profondamente lo spettatore.

L’interesse per l’arte botanica di Forgione lo ha portato,
nel 2022, a collaborare con il celebre brand Tintoretto, produttore di pennelli
per Belle Arti, con il quale ha creato un kit esclusivo dedicato alla pittura
botanica. Questo incontro con Tintoretto ha sancito un ulteriore riconoscimento
per l’artista, legando il suo nome a uno strumento di alta qualità, che consente
di esprimere al meglio la sua visione creativa. La partnership con un marchio
storico nel settore produttivo dei pennelli, sottolinea senza dubbio il valore
della sua arte, ma anche il suo impegno nell’elevare la pittura botanica,
rendendo la sua tecnica ancora più raffinata e accessibile a chi desidera
esplorare questo genere artistico con gli strumenti più adatti.

L’evoluzione di Forgione si percepisce anche nelle sue
mostre, che, dalla prima personale nel 2009, sono diventate appuntamenti
imperdibili nel panorama artistico contemporaneo. Mostre come
“Fuuran” (2013) e “A Fior d’Acqua” (2019) non solo
raccontano il suo percorso, ma sono testimoni di un’evoluzione artistica che
non si è mai fermata, ma che ha spinto l’artista a superare i limiti
tradizionali del genere botanico per aprirsi a soluzioni compositive più
innovative. La sua partecipazione alla Society of Botanical Artists e la
crescente visibilità internazionale, con opere presenti in collezioni private
in Italia, Regno Unito e Germania, sottolineano l’apprezzamento globale per il
suo lavoro, che è capace di fondere una rigorosa precisione tecnica con
un’intensa ricerca visiva.






Addentriamoci nel cuore della sua arte attraverso le sue stesse parole, che in questa intervista ci svelano ispirazioni, emozioni e il significato più autentico della sua ricerca creativa.



Puoi raccontarci come hai iniziato il tuo percorso artistico? C’è stato un momento o un evento particolare che ti ha spinto verso l’arte?

Il gene dell’arte scorre nella mia famiglia, due zii erano pittori autodidatti. Ricordo che da bambino ero incantato nel vedere i disegni estemporanei fatti a matita da uno di loro, di cui fra l’altro porto il nome. Questo, unito ad una creatività innata, hanno sicuramente influenzato la mia scelta successiva di intraprendere studi artistici. Ma il fattore più significativo è stato sicuramente la scoperta dell’ olio, che definirei decisamente travolgente, tanto da farmi decidere nel 2006, con alle spalle un background nell’arte applicata e design, di dedicarmi ‘full time’ alla pittura.

Qual è il tema o il messaggio principale che cerchi di comunicare attraverso le tue opere?

Difficile dirlo, la pittura è innanzitutto un’ esigenza, un imperativo e fa parte della mia pratica quotidiana e della mia ricerca, il cui fulcro è sicuramente la Natura e la sua unicità. Ne celebro la bellezza attraendo l’attenzione sui soggetti, che ingrandisco per evidenziarne i dettagli, esaltando così i colori in primis, ma anche linee, forme, strutture e pattern. L’intento è quello di sensibilizzare chi osserva e far accrescere la consapevolezza dell’importanza di preservare l’unicità della Natura, ora più che mai, in quest’epoca antropocentrica, dove l’uomo tende a dominare tutto, spesso in maniera irrispettosa.




Come descriveresti il tuo stile artistico e come si è evoluto nel corso del tempo?

Definisco il mio stile realistico figurativo. Negli anni mi sono allontanato dai freddi stilemi dell’iperrealismo delle mie prime opere, caratterizzate da un esito quasi fotografico. Oggi la mia pittura, pur se estremamente dettagliata, è meno algida, sicuramente più calda. Nel libro monografico ‘Botanica Patterns’, edito da Vanilla e disponibile dallo scorso Dicembre, ho curato personalmente e ben documentato l’evoluzione della mia pittura, corredando il testo con più di 60 fotografie di opere e tre testi critici di: Guido Folco -Direttore Museo Miit Torino e rivista Italiaarte -, Camilla Mineo – Direttore Artistico Parma 360° Festival della Creatività – e Monia Malinpensa – Direttice dell’omonima Galleria di Torino. ISBN 978-88-6057-626-2 oppure su Amazon.it

La tua carriera si è evoluta dal design alla pittura, con una forte attenzione per il dettaglio e l’iperrealismo. Come la tua esperienza nella scenografia ha influenzato la tua visione e il tuo approccio alla pittura botanica?

In realtà la mia formazione in scenografia all’accademia ha rappresentato il completamento di un percorso di studi artistici. Negli ultimi anni di accademia già mi occupavo di design legato al complemento d’arredo e avevo collaborazioni lavorative. Credo però di poter considerare alcuni aspetti della mia formazione come delle solide basi per il percorso artistico che è seguito. Mi riferisco alla capacità di progettazione e all’uso del colore, per lo più tecniche ad acqua, ideali per realizzare bozzetti estemporanei per scene e costumi.

Il catalogo “Botanical Patterns” di Enzo Forgione edito da VanillaEdizioni puoi trovarlo cliccando QUI

La tua passione per i soggetti botanici emerge con grande forza nelle tue opere. Cosa ti affascina maggiormente nel mondo naturale, e come scegli il soggetto per le tue tele?

Mi affascina l’apparente disordine della natura che al contrario si rivela essere un perfetto ordine finalizzato a scopi precisi. Nella vastità e varietà di piante e fiori esistenti, trovo ci sia una sorprendente unicità in ognuno di essi, che si manifesta nelle forme, nei colori e nei pattern, e che mi preme rappresentare pittoricamente. Sono un’esteta, sensibile ai valori della bellezza che ritrovo egregiamente espressi in natura, un bacino infinito di soggetti da cui attingere, anche se solo alcuni attraggono la mia attenzione e mi portano a sceglierli. E’ cosi che succede: ogni qual volta mi imbatto in qualcosa che colpisce la mia attenzione scatta una valutazione delle potenziali possibilità espressive che presenta, per diventare il soggetto della mia tela. Nelle mie ricerche sulle orchidee, ad esempio, ne ho individuate alcune che presentavano tratti zoomorfi: insetti per lo più, ma anche creature marine e facce di scimmie, che sono state l’ispirazione per una serie di tele.

Nella serie Narciso, sembri unire la botanica alla percezione visiva, esplorando motivi ripetuti e pattern. Come hai sviluppato questa connessione tra la natura e la struttura visiva nelle tue opere?

Osservazione e sperimentazione, supportate da letture correlate (frattali biomorfi, sequenza di Fibonacci), hanno iniziato la connessione, che si è completata quando ho inserito nelle tele l’elemento chiave: il riflesso sull’acqua. Generato da linee e forme, Il narcisistico riflesso del fiore sull’acqua, non è altro che un pattern – trame e motivi ripetuti- che evoca un riflesso apparentemente speculare, ingannando l’occhio di chi osserva che lo percepisce come tale. I pattern sono ovunque intorno a noi, sia nelle geometrie del nostro urbano quotidiano, sia soprattutto nell’apparente disordine della Natura e li percepisco come un continuo stimolo visivo. Inoltre, il riflesso mi ha permesso di uscire dalla forma definita donando alle mie tele aspetti intriganti che possono sfociare nell’astrazione.

Nella serie Narciso sono riuscito a coniugare al meglio l’interesse per la botanica e quello per la percezione visiva. Oltre al tema del doppio, nelle tele di questa serie si realizza un’armonica convivenza tra l’aspetto razionale, rappresentato dal fiore dipinto in maniera dettagliata, e quello irrazionale rappresentato dal riflesso e i pattern che lo formano.





La tua partnership con Tintoretto e la creazione di un kit di pennelli specifici per la pittura botanica è un traguardo importante. Come pensi che questi strumenti influenzino la tua pratica e l’evoluzione della tua pittura?

La partnership con Tintoretto costituisce sicuramente un’esperienza gratificante nella mia carriera, rappresenta un importante riconoscimento del mio stile pittorico e della mia professionalità.

Per arrivare alla creazione del signature kit, ho avuto modo di testare molti dei pennelli Tintoretto per fare poi una selezione di quelli secondo me più indicati per la pittura Botanica, cioè sia per l’olio che per l’acquerello. La gamma dello storico marchio è molto vasta, tuttavia c’è disponibilità a recepire suggerimenti per apportare modifiche significative e ottenere nuovi strumenti potenzialmente più adatti a perfezionare la mia pratica pittorica.

Quali sono le principali fonti di ispirazione per il tuo lavoro? Ci sono artisti, movimenti o esperienze personali che hanno influenzato particolarmente la tua visione?

Come molti artisti, dipingo ciò che mi circonda. Ho iniziato col dipingere piante e fiori, soprattutto orchidee. Le potevo osservare in grande numero nelle serre di casa coltivate dal mio partner, da cui ho assorbito per ‘osmosi’ le mie conoscenze botaniche. Le orchidee mi incuriosivano, le loro forme, i colori e i pattern erano fonte di ispirazione continua e si rivelato essere un fiore iconico, presente nella nostra storia, nella letteratura e anche nel cinema. Nei mie viaggi c’è sempre anche la ricerca di piante e fiori non comuni o addirittura rari e non mancano visite a giardini botanici o eventi florovivaistici. Se dovessi citare delle influenze, riguardanti soprattutto la mia pratica, citerei Giorgia O’Keeffe, nella scelta di ingrandire i soggetti al fine di attrarre l’attenzione su di essi, e io aggiungo per evidenziarne i dettagli… i pattern.

Il concetto di ‘slow painting’ di cui avevo letto anni fa, aveva ed ha tuttora influito sulla mia visione. Una pittura dai tempi dilatati, che assume quasi una dimensione meditativa in cui immergersi astraendosi dal resto, e che ha la prerogativa di completare l’opera in più sessioni di lavoro.





Qual è il processo creativo che segui per realizzare le tue opere? Ci sono tecniche o rituali a cui sei particolarmente affezionato?

Il mi lavoro si articola in diverse serie che sono però tutte incentrate su botanica e aspetti della percezione visiva, e in particolare nei pattern. Quando qualcosa attrae la mia attenzione scatta automaticamente un processo di valutazione delle potenzialità del soggetto. Uso tutto quello che la tecnologia mette a disposizione, e che so usare, per la progettazione e la realizzazione di bozzetti, senza però prescindere dal disegno, che mi piace, e che considero un’utile mappa piena di indicazioni per la fase successiva in cui passo al colore, sia per olio sia per acquerello, ovviamente con modalità differenti.

La tecnica che uso nell’olio ricorda quella detta ‘alla prima’, consistente nell’ottenere gli effetti cromatici e tonali quando il colore è ancora fresco, solo che l’opera non viene terminata in una sola sessione di lavoro. Per l’acquerello uso prevalentemente ‘wet on wet’ (bagnato su bagnato) e dry brushing. L’olio è un mezzo incredibile, la sua risposta alla luce sia naturale sia artificiale è sorprendente, tuttavia da qualche tempo sono molto affascinato dall’acquerello, continua a sorprendermi come con solo del pigmento di colore e dell’acqua si ottengano risultati di grande rilievo. Il supporto ha ovviamente la sua importanza non trascurabile. La considero una tecnica non facile che sto sperimentando per raggiungere lo stesso appagamento a livello di resa cromatica che mi da l’olio, consapevole dei limiti per le dimensioni.

Che importanza attribuisci al colore nel tuo lavoro? Come scegli la tua palette e che significato ha per te il colore?

Il colore è fondamentale e determinante nel mio lavoro. Ho già detto di come l’approccio all’olio sia stato travolgente all’inizio del mio percorso, e mi ha fatto scoprire di come inconsciamente io trovi appagamento solo con colori vibranti che arrivano a toccare corde inconsce. Una delle spiegazioni più calzanti che ho trovato sugli effetti del colore è quella secondo cui “oltre all’effetto fisico legato alla percezione visiva, può averne anche uno psichico, basato sulla vibrazione spirituale attraverso cui esso può raggiungere l’anima”. Questa affermazione trova riscontro nelle mie poche conoscenze nell’ambito dell’energia e delle terapie di guarigione non convenzionali; dove il colore viene abbinato a specifiche parti del corpo ed è quindi in grado di stimolarle o risuonare con esse. Per cui alcuni colori caldi sono in relazione con zone della sfera fisica, mentre colori freddi a quella emotiva e spirituale (es.: Chakra della tradizione yoga o la cromo puntura di Mandel). 

I colori della mia palette sono in prevalenza accesi e brillanti, in accordo con i soggetti ritratti. Tuttavia, ce ne sono di essenziali, legati principalmente alla resa della luce e dell’ombra: quindi bianco di titanio, grigio di Payne e Terra d’ombra naturale sono fra i preferiti.





Preferisci lavorare su tela in solitudine o trovi ispirazione anche da contesti collettivi, come workshop o eventi d’arte?

Non amo le situazioni collettive, così come non amo lavorare ‘en plein air’, ho bisogno dei miei spazi nel mio studio per avere la giusta concentrazione.

Come vivi il rapporto tra l’arte e il pubblico? In che modo il feedback o le reazioni delle persone influenzano il tuo lavoro?

Il feedback è ben accetto ed importante, rappresenta la conferma che quello che si sta facendo viene apprezzato e spinge ad andare avanti. Sono convinto che l’opera debba suscitare delle emozioni senza bisogno di spendere molte parole per spiegarla, per cui cerco di realizzare tele capaci di emozionare: ’immersive’ piuttosto che meramente descrittive. 

Non cerco il gradimento a tutti i costi, non penso di essere disposto a dirottare la mia ricerca su stili o temi che incontrino maggiormente il gusto del pubblico. Non ho la pretesa di piacere a tutti e mi rendo conto che la mia è quasi una pittura di nicchia, e posso risultare fuori target per mode e tendenze dell’arte contemporanea di questo momento.

C’è un’opera, tra quelle che hai realizzato, che consideri particolarmente significativa per te? Puoi raccontarci la sua storia?

Si, c’è un’opera, anzi dovrei dire un soggetto, della serie Narciso di cui posso raccontare. E’ una Cattleya (orchidea, citata da Proust nella Recherche) di colore arancione che ho dipinto tre volte in dimensioni diverse. La prima posso quasi considerarla un bozzetto ma è quella che ha ispirato la mia immaginazione. Per la prima volta il riflesso sull’acqua si allungava fino ad uscire dalla tela. Mi evocò immediatamente delle ali in caduta libera. Infatti scelsi come titolo ‘Fallen Angels’ angeli caduti, ma pensai che meritasse essere ingrandito per arricchirlo e renderlo più coinvolgente. Quindi dai 92 x 75 cm. passai ai 200 x 100 cm., ed il risultato fu incredibile, quasi mozzafiato. Presentai l’opera in anteprima ad un’esposizione collettiva a Bologna dove intervenne Philippe Daverio che mi incoraggiò a continuare la mia ricerca dandomi anche degli ottimi consigli. L’opera è ora esposta nel mio studio e non sono riuscito a separarmene, in compenso ne ho fatta una terza versione di dimensioni 180 x 90 che ho potuto rendere disponibile e con la quale ho vinto il secondo premio per la Pittura al 28° Concorso Nazionale d’arte SaturARTE 2023 a Genova.





Come vedi il ruolo dell’arte nella società contemporanea? Pensi che il tuo lavoro contribuisca in qualche modo a questo ruolo?

Penso che oggi il concetto di arte si sia molto allargato, e vedo una continua ricerca, spesso estrema perfino eccessiva, di originalità, sia nei temi sia nei materiali, che non so a cosa possa condurre. Rimango ancorato a idee e pratiche più tradizionali che comunque credo continuino ad avere un seguito.

Quali sono le maggiori difficoltà che hai affrontato come artista e come le hai superate?

La difficoltà maggiore, soprattutto iniziale , è stata trovare i canali giusti a cui rivolgermi e propormi. La rete, il web è stato di grande aiuto per trovare opportunità che più si confacevano al mio lavoro, sia in Italia che all’estero. In Inghilterra, sono entrato in contatto con la Society of Botanica Artist, di cui sono stato membro per diversi anni, è che ha dato una svolta significativa al mio percorso artistico con ritorni positivi anche in Italia.

Recentemente hai partecipato a Visioni, il premio d’arte internazionale organizzato dall’associazione culturale Athenae Artis di Maria Di Stasio. Che esperienza è stata per te? C’è qualcosa di particolare che hai apprezzato o che ha arricchito il tuo percorso artistico?

Purtroppo non ho potuto partecipare in presenza, quindi la mia esperienza è stata molto limitata. Per i contatti avuti con Maria Di Stasio posso dire di aver riscontrato un’ottima organizzazione, considerando che è stata una prima edizione, che peraltro si teneva in una sede molto prestigiosa. La visibilità è sicuramente il risultato immediato che ho riscontrato.

Le tue opere presentati a Visioni, sono state tra le protagoniste dell’evento, distinguendosi al punto da farti ottenere una Segnalazione di Merito. Puoi raccontarci il processo creativo che ti ha portato a realizzarle? C’è una storia, un significato o un messaggio particolare che volevi trasmettere attraverso di esse?

Tengo a precisare che i soggetti delle due opere non erano orchidee, come erroneamente descritte in catalogo, ma una magnolia bianca e una Tacca nivea, comunemente conosciuta come ‘fiore pipistrello’. 

Soffermandomi sulla prima, dal titolo ‘stormy weather’, è sta realizzata in occasione della 10a Biennale d’Arte a Montecarlo nel 2023, ed è stata una delle dieci opere premiate con un totem ideato da Ugo Nespolo. Il tema dell’evento era ‘la natura del domani’, e credo di aver espresso attraverso i colori – inusuali per la mia palette – il mio pensiero non completamente ottimista, che tuttavia lascia intravedere, nel fiore, la speranza, nella convinzione che la Natura comunque continuerà a vivere oltre l’antropocene.




Quali progetti o obiettivi hai per il futuro? Ci sono nuovi ambiti o tematiche che vorresti esplorare?

Ho molti progetti per il futuro alcuni rappresentano delle sfide, e forse questo è l’aspetto più controverso. Si tende sempre a muoversi nella propria ‘zona di confort’ quindi si tratta di forzare quest’attitudine oltre che trovare il tempo. La mia ricerca sui pattern non si è ancora esaurita, ci sarà un allargamento del tema orientato alle ’forme dinamiche presenti in natura’. Questo comporterà una probabile spinta verso l’astrazione, ragione per cui ho bisogno di elaborare meglio.

Sono anche un ritrattista su commissione, e mi piacerebbe lavorare di più su questo tema slegandolo però dalle commissioni. Ho in mente ritratti di ‘facce rubate’ alla mia quotidianità, ritratte in vesti o situazioni completamente spiazzanti; che evocano magri figure tipiche di altre culture – come il nordico’greenman’- o di ispirazione manierista.





Contatti


Email enzo.forgione@yahoo.it

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Facebook Enzo Forgione

Instagram forghenz

Linkedin Enzo Forgione

Enzo Forgione ha una formazione di studi artistici, dopo il Diploma in Scenografa all’Accademia di Belle Arti di Torino, seguono molteplici esperienze tra arte applicata e design, fno al 2006 quando si dedica a tempo pieno alla pittura. Nel 2009 la sua prima mostra personale aTorino seguita da una costante attività espositiva in Italia e all’estero. Numerose collaborazioni con gallerie Italiane vedono l’artista coinvolto in progetti di promozione artistica ed espositivi personali e di gruppo.

Tra le più signifcative si annoverano:

– 2013-2015 Wikiarte di Bologna che, in collaborazione con Giorgio Mondadori
realizza una serie di cataloghi dal titolo ‘Sensazioni Artistiche’ presentati in mostre
itineranti in gallerie Italiane.

– 2015: L’ArtGallery di Parma che realizza il catalogo ‘stArtup’ presentato con
un’esposizione a Parme e Alghero.

– Satura Art Gallery di Genova.

– Già membro della Society of Botanical Artists dal 2013 al 2020 prende parte alle
mostre Londinesi della Society e quelle Europee a cui l’SBA è invitata, tra cui:
il Palmengarten di Francoforte e il Real Jardin Botanico di Madrid.

– Nel 2017 collabora con il magazine Inglese Pain&Draw per la realizzazione di
workshop e tutorial.

– Nel2018 inizia la collaborazione con il Museo Miit di Torino.

– 2020 inizia una signifcativa collaborazioni con e la Galleria Malinpensa di Torino,
attuale galleria di riferimento dell’artista.
– Già membro di Floraviva, associazione Italiana di pittori botanici, partecipa alla
mostra ‘Nel giardino do Marcel Proust’ organizzata nel 2022 per il centenario
dello scrittore Francese al Museo Lechi di Montichiari.

Nel 2022 inizia la partnership con Tintoretto, storico brand di pennelli per Belle
Arti, per la creazione di un kit di pennelli specifci per la pittura botanica che
porta il nome dell’artista.

Fra i riconoscimenti si segnalano:

– Tra i 10 artisti premiati alla 10a Biennale a Montecarlo -Malinpensa Gallery 2023- 

– Secondo Premio Pittura Satura Arte 2023 al 28° Concorso Nazionale di Arte
Contemporanea

– Artista premiato alla 5a Biennale di Genova – Satura Art Gallery 2023

– Primo Premio Art Market Premio Trieste @ Tivarnella Art Trieste 2023

– Secondo premio al Premio MIIT- Museo Miit Torino 2023

– Premio Editoriale, Premio Raffaello Museo MIIT di Torino 2020

– Vincitore del Great Art Award, alla mostra annuale della SBA “Shape,
Structure, Pattern” in riconoscimento del suo lavoro innovativo nel campo della
Enzo Forgione ha una formazione di studi artistici, dopo il Diploma in Scenografa
all’Accademia di Belle Arti di Torino, seguono molteplici esperienze tra arte
applicata e design, fino al 2006 quando si dedica a tempo pieno alla pittura.

Nel 2009 la sua prima mostra personale aTorino seguita da una costante attività
espositiva in Italia e all’estero.
Numerose collaborazioni con gallerie Italiane vedono l’artista coinvolto in
progetti di promozione artistica ed espositivi personali e di gruppo.


– Satura Arte, artista premiato al 20° Concorso d’Arte Contemporanea 2015
Enzo Forgione vive e lavora a Torino e le sue opere sono presenti in collezioni
private in Italia, Regno Unito e Germania.




CV completo sul sito www.enzoforgione.it























©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 







Il Blog L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace, compreso l’intervista, è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.



Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com


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