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Maggio 2024

Interviste

Quando la pittura diventa dialogo tra forma e concetto – Domenica Galtieri

 L’ArteCheMiPiace – Interviste

 

 

 

 

 

 

 

Quando la pittura diventa dialogo 

tra forma e concetto

 

Domenica Galtieri

 

 

 

 

 

di Giuseppina Irene Groccia |05|Maggio|2024|

 

 

L’arte di questa pittrice astratta si distingue per la profonda introspezione e il suo coinvolgimento psicologico, elementi che la rendono un’autentica esperienza emotiva per lo spettatore. 

Il suo percorso artistico, influenzato dalla fotografia e dalla tecnica dello Shodō, riflette un’attenta ricerca di armonia sia nell’osservazione della natura che nell’interpretazione su tela bianca delle disposizioni interiori di se stessa. 

Domenica Galtieri, con la sua ardente energia creativa, va oltre l’immagine canonica per risvegliare qualcosa di profondamente spirituale, trasportandoci in una dimensione intellettuale totalmente nuova. 

Le sue opere non si limitano al semplice gesto astratto, ma emergono come archetipi della spiritualità stessa, incarnando una moderna forma di espressione artistica che supera ogni convenzione canonica. 

L’immagine che emerge dalle sue opere è in costante evoluzione, sempre in attesa di una nuova definizione, una forza che rinnova continuamente la nostra percezione dell’arte. Domenica Galtieri riesce a trasmettere un senso di febbrile attesa attraverso la sua pittura, creando un dialogo dinamico tra forma e concetto, tra il tangibile e l’ineffabile. 

Le sue opere non sono semplicemente dipinti astratti, ma vere testimonianze di un processo di trasformazione continua, una ricerca indefinita di significato e bellezza. 

Con la sua visione e la capacità di trasmettere emozioni attraverso il colore e la forma, l’artista si conferma come una voce molto originale ed innovativa nell’arte contemporanea.

Il suo background come Visual nel mondo della moda e la sua formazione presso scuole d’arte e corsi tenuti da maestri rinomati, conferiscono alla sua arte un’inconfondibile ricchezza di prospettive e tecniche. Ma ciò che la rende veramente interessante è la sua incessante ricerca, sperimentazione ed evoluzione delle tecniche, finalizzate a catturare il concetto essenziale del tempo e del suo fluire. 

Le sue opere, esposte in prestigiose location come musei e biblioteche, trasmettono un senso di profonda connessione con il tempo e lo spazio, invitando lo spettatore a riflettere sulla percezione sensoriale che sono capaci di innescare. 

Nelle sue opere, materia e colore si fondono in un’intreccio sorprendente, creando un substrato fondamentale che rivela la profondità della sua ricerca artistica. 

Attraverso l’attento utilizzo del colore e la manipolazione di materiali, l’artista sviluppa emozioni e concetti astratti, invitando lo spettatore a esplorare le sfumature del suo universo creativo. La sua capacità di tradurre intime visioni in forma visiva, evidenzia un’approfondita comprensione della relazione tra arte e percezione sensoriale. 

Ogni opera diventa così un viaggio percettivo e concettuale, dove estro, colore e pensiero si mescolano per creare un’esperienza artistica coinvolgente e progressista.

 

 

Ciao Domenica, benvenuta! Parlaci brevemente di te e di come è iniziata la tua esperienza con la pittura…

 

Eccomi… da sempre ho avuto una sensibilità  artistica che ho portato avanti, cercando qualcosa della quale, non ero cosciente. Inizio appassionandomi alla fotografia,  proseguo con lo studio dello shodo e approdo alla pittura come una naufraga. 

 

Che tipo di formazione Artistica hai avuto? Accademica o Autodidatta?

 

Non provengo da un’accademia, ma non mi sono accontentata di esercitarmi da autodidatta. Lo studio è  fondamentale, a mio parere. Diversi sono stati gli approcci didattici e da ognuno ho appreso ciò  che mi serviva per farlo mio, personale.

 

 

 

Qual è il significato della pittura per te e quale ruolo ha nella tua vita?

 

La pittura, è  diventata, per me, uno spazio di pace, di arricchimento per la mia anima. Un modo per uscire dalla mia vita ed entrare nella magia che non ti aspetti. È  un’urgenza che va accontentata.

 

 

 

Come si è evoluto il tuo stile?

 

Il mio stile… è  in divenire. Ogni lavoro si aggiunge un mattoncino… e non c’è  una sola strada, mi piace il disegno, l’astratto e anche il figurativo.

 

C’è stato un evento o un incontro in particolare che ha segnato una svolta nella tua ricerca?

 

Nella mia ricerca cerco sempre di cogliere, osservare, e mettere un segno, su tela, carta o altro supporto ciò  che vivo, che vedo o sento, ma anche l’ignoto.

Nei miei lavori, quasi sempre è  presente la ruggine. Come un oggetto che si usura, qualcosa che si è  rotto, consumato col flusso del tempo. E alla possibilità  di trarre da quella ruggine, la meraviglia, la sorpresa.

 

 

 

 

Quali sono gli strumenti, le tecniche con cui preferisci lavorare?

 

Mi piace sperimentare diverse tecniche, quasi sempre miste. Acrilico olio, matita, pastelli, anche con l’aggiunta di materiali che attirano il mio sentire. 

 

 

 

Qual è attualmente l’opera che maggiormente ti rappresenta?

 

Un lavoro che apprezzo e non mi stanca mai, è quello lavorato su una lastra di alluminio trovata sulla riva di un lago. A lavoro finito, la ruggine ha lavorato di suo creando, e ancora in divenire volti e scritte che hanno del trascendentale.

 

 

 

Qual è il tuo rapporto con il colore? Quali sono i tuoi colori sostanziali, indispensabili e come esprimi i tuoi stati d’animo attraverso le tinte?

 

Prediligo i colori un po’ pacati, ma mi lascio condurre da loro. Come a dargli libertà… in un secondo momento sono io a guidarli.

 

 

 

Quando crei, parti da un messaggio chiaro e definito che vuoi comunicare agli spettatori, oppure questo messaggio si sviluppa durante il processo creativo?

 

Non parto mai da un’idea ben definita. Può  essere il colore, una figura, un pensiero che pian piano faccio mio. Non tengo molto conto della possibilità  che venga apprezzato o meno dallo spettatore, deve invece, appagare la mia visione

 

 

 

Cosa significa fare pittura oggi per te? E cosa pensi della pittura italiana contemporanea?

 

Il mondo della pittura italiana, mi lascia un po’ frastornata. Vedere anche sui social, che poi sono diventati il mezzo più importante, tanto, troppo, bello e brutto, e in parte anche devalorizzato. 

 

 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

 

Il mio progetto per il futuro? Quello che ancora non conosco, ma so come sempre, che mi stupirà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contatti

 

Email  galtieri.domenica@libero.it

Facebook Galtieri Art

Instagram galtieridomenica 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenica Galtieri è nata a Bruzzano Zeffirio (RC) – Sud Italia. II suo primo approccio all’arte fu la fotografia e l’antica tecnica dello Shodo (arte della calligrafia giapponese). Lavora come Visual nel settore della moda e ha frequentato diverse Scuole e corsi d’arte. Alcuni seminari sono stati tenuti da rinomati maestri italiani. La sua particolarità artistica sta nella ricerca e trasformazione dei materiali di recupero come concetto essenziale del tempo e del suo flusso. Le sue opere sono state esposte in diversi Festival d’Arte Nazionali e in varie località come Musei e Biblioteche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Emanuel Acciarito alla Biennale d’arte di Vigevano

 L’ArteCheMiPiace – Segnalazioni Eventi







VIGEVANO: LE OMBRE DELLE FORME DELLE OPERE DELL’ARCHITETTO-ARTISTA EMANUEL ACCIARITO, COLORANO DI BIANCO LE STANZE DELLE PRIGIONI DEL CASTELLO SFORZESCO ALLA PRIMA EDIZIONE DELLA BIENNALE DI VIGEVANO – WHISPERS OF ART 2024.











Nel suggestivo Castello Sforzesco di Vigevano, l’architetto-artista Emanuel Acciarito espone insieme a tanti altri artisti talentuosi alla prima edizione della Biennale d’arte di Vigevano – Whispers of art 2024.

 

La manifestazione ideata e realizzata dalla visionaria mente di Arianna Forni, co- fondatrice insieme a Leonardo Borghesi di AFMetastrategy resterà aperta al pubblico tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 19:00 fino al 31 maggio.


“Emanuel Acciarito – ha scritto la curatrice della Biennale Arianna Forni sotto la presentazione ufficiale dell’artista all’evento pubblicata sui social a ridosso del vernissage che si è tenuto domenica 07 aprile presso le stanze del Castello Sforzesco di Vigevano – ha trasformato la sua professione di architetto nell’arte, un linguaggio con cui comunica con tutti voi. La vita, con il suo cuore d’artista, gli insegna a comunicare la bellezza di ciò che ha visto, vissuto e conosciuto, trasportandola su tela – o altro supporto – attraverso una tecnica mista che si distingue per il suo movimento armonioso e impattante. L’immagine solenne diventa per lui uno strumento per esprimere emozioni personali sulla tela – o su altro supporto – invitandoti a perdercisi”.




Emanuel Acciarito è oggi un architetto, attento ed interessato al tema della rigenerazione urbana e osservatore di tutte quelle tematiche che riguardano lo sviluppo eco-sostenibile ed efficiente della “Smart City” futura.

Il suo impegno lavorativo viaggia costantemente nella chiara direzione di rispetto, tutela e valorizzazione dell’ambiente, del patrimonio storico, artistico e antropologico, con particolare attenzione al concetto di bellezza e funzionalità di tutte quelle realtà che compongono e articolano la vita di un territorio.

Emanuel Acciarito è pertanto un artista poliedrico, camaleontico, capace di cimentarsi in varie forme di espressione con medesima intensità espressiva e profonda indagine della natura e dell’essere.

Senza dimenticare la lezione del passato, l’artista esprime il suo presente con uno sguardo innovativo proteso verso il futuro. L’opera di Emanuel Acciarito si fonda sul disegno e trae linfa vitale dal sogno, dalla realtà e dall’artificio.




Le sue idee, le emozioni, le sensazioni, ma soprattutto le intenzioni si concretizzano così, sublimandosi in un tutt’uno nel suo lavoro creativo di architetto-artista.

“Sono orgoglioso e felice – ha dichiarato l’artista – di aver incrociato quella mattina fredda e grigia d’inverno, il sogno ambizioso di Arianna Forni, perché oggi quello stesso sogno combacia perfettamente con quello che io ho iniziato a percorrere tanti anni fa da un piccolo paese di provincia, e ne riscalda e colora questo tratto di strada che abbiamo iniziato a percorrere insieme in questa importante manifestazione”.



In quella notte di un giorno di fine estate, / ho immaginato guardando il calendario senza date / il nostro infinito / condito con un dito / abitare incorniciato, / tra quelle pennellate con finitura brillante / il nostro nido costruito errante. / Finché, cercavo di capire tra i tuoi capelli / portati come gioielli / tutte quelle emozioni ribelli / prima di colare / come una prima volta al mare / sul tuo corpo ansimante da far vibrare, / di nuovo, un altro secondo passato con te, a urlare / ti voglio per sempre, così amare. / Mentre tu in quel momento con il tuo sguardo, / mi guardavi pietrificando per sempre il nostro traguardo.”.




Con la poesia “Medusa” Emanuel Acciarito, introduce le sue opere raffiguranti immagini di donne provenienti da luoghi e tempi lontani ad incarnare la figura della donna contemporanea in azioni di amore, gioia, rivincita e affermazione su un modello di società che evolve in qualcosa di diverso dal passato con un obiettivo chiaro e indiscutibile di ammirazione ed abnegazione totale verso questo ideale di figura che l’artista concretizza nelle sue opere.

L’opera omonima “ Medusa” di Emanuel Acciarito di dimensioni 60 x 60 cm è realizzata con tecnica mista su tavola, e raffigura una Medusa avvolta nei suoi capelli, come vestito perfetto del suo tempo eterno, vissuto, nel suo più solenne abbandono anche nella contemporaneità odierna, con tutta la sicurezza di donna, bella e perfetta, che fa emergere bene sia nei suoi tratti del viso che dalla sua più totale armonia combinata con la bellezza interiore che l’artista è andato ricercando nella sua ideale figura di donna che è diventata sua musa ispiratrice proprio grazie al rapporto sincero e intimo vissuto con lei, nel viaggio quotidiano della vita.

Altre tre opere di stesse dimensioni raffigurano con volti e parti del corpo la sua figura di donna, ripescando nella bellezza ideale delle cariatidi greche l’essenza del suo pensiero e concetto stilistico.




In “Carpe diem” la bellezza si palesa allo spettatore in un attimo. E resta nella sua mente in eterno. L’opera monumentalizza la figura della donna come emblema di bellezza aulica, eterea e immortale, con una figura che emerge da una “parete bianca”, schermo temporale della nostra immaginazione.




  

In “Desirèe” emerge il senso irrefrenabile di desiderio della propria donna amata alla fine di ogni rapporto amoroso, tanto da decifrare nella teorizzazione di desiderio di Freud quell’azione psichica che tende a ricostruire la situazione originaria, nel momento in cui si pensa di averla perduta per sempre.




In “Aisha” come nell’omonima canzone di Cheb Khaled, la donna amata, rinfrancata della sua ritrovata risolutezza, dice al suo uomo, che nel quadro viene personificato dalla mano realizzativa dello stesso autore come simbolo della società alla quale la donna si rivolge, che non ha bisogno di gioielli o altro di tipo di prezioso materiale per amare, quelli la società può tenerseli, perché lei vale molto di più di quei tesori offerti. Perché le sbarre rimangono comunque sbarre anche se tali sono fatte di oro. Lei vuole gli stessi diritti che ha l’uomo, e il suo stesso rispetto ogni giorno, perché lei vorrebbe solo amare liberamente il proprio uomo, senza nessun tipo di restrizione nei suoi confronti.



 

Come in un viaggio percorso nel tempo, l’opera “Beatrice” di dimensioni 60×160 vuole donare allo spettatore un’immagine di Venere primitiva, come se tale, fosse stata creata da una visione e da una sintesi stilistica del lavoro di un uomo del Paleolitico, capace di predire il futuro con la raffigurazione di una Grande Madre, che nel Rinascimento, saprà incarnare nella reale vita di corte, l’immagine umanistica della donna.

“Dio è nato donna” e donna è la visione che ha guidato il lavoro dell’artista nel realizzarlo. E come una Grande Madre di un tempo passato, ricalca nelle forme della donna contemporanea quell’archetipo femminino di creatura divina capace di creare da sé stessa, la materia e il colore dell’eterna essenza vitale dell’umanità. Le numerose statuette note come “Veneri preistoriche” sono l’espressione più evidente del culto della Grande Dea, Signora del tempo, che guida l’eterno ciclo della vita con la nascita, la morte e la rinascita.

E Beatrice d’Este è stata il perfetto simbolo di Signora del Rinascimento, capace di donare al nuovo tempo la speranza di un futuro migliore, così come la Terra, con i suoi elementi naturali, offre quotidianamente alla donna e all’uomo che la abitano, la materia prima da scolpire con il proprio percorso, come segno tangibile di un viaggio terreno da trasmettere in ogni futura epoca.

 

E per finire con “Ambito” l’architetto-artista ricerca nelle forme architettoniche della sfera la centralità dell’uomo nel cosmo stilizzato dal sovrapporsi di cerchi ruotanti su sé stessi, il senso ciclico della vita, che in un universo immenso, la sfera inserita alla base di questo gioco architettonico, simboleggiante la Terra e la figura dell’essere vivente, resta e resterà per sempre la centralità che l’umanità dovrà nel tempo cercare di preservare dalla mano distruttiva dell’uomo ponendola sempre in un equilibrio perfetto.

“Il bassorilievo ha origini antichissime – ha scritto l’artista Oliviero Passera sotto alla presentazione di Emanuel Acciarito – è una tecnica inventata dagli artigiani della Mesopotamia che successivamente i greci la trasformarono prima in altorilievo e poi a tuttotondo. Osservando i lavori di Emanuel Acciarito c’è la percezione di un timido approccio alla materia, come di chi vuole osare dopo il primo incontro con l’amata, ma percepisce che esiste il giusto tempo come in amore anche nell’arte, che sembrerebbe risolutiva a prima vista ma via via soffermandoci nelle incisioni è possibile trovare in “ogni dove” un punto di arrivo come se nel sogno il protagonista non ha mai la percezione del “fine tempo” ma all’infinito cerca di costruire un’architettura elicoidale di emozioni che volteggiano danzando nello spazio”.

Tutte queste opere fanno parte di un ultimo ciclo creativo realizzato a Vigevano tra il 2023 e il 2024, che è frutto di un ragionamento maturato nel tempo e partito in maniera sperimentale nel 2014 con altrettanti lavori materici realizzati con la carta pesta.

La scelta del colore è una scelta vincolante a tutto questo percorso che pone dei paletti voluti dall’artista alla loro realizzazione, per permettere all’autore Emanuel Acciarito, di indagare fino in fondo tutte le sue simbologie che l’artista va ricercando nella sua introspezione quotidiana.

La ricerca del bianco lo ha portato ad analizzare questa scelta in tutte le culture.

E nella ricerca delle diverse culture si è ritrovato ad accettare il simbolo del bianco nell’associazione della purezza, dell’innocenza e della spiritualità.

Al bianco nelle diverse culture analizzate si attribuisce l’alto valore del sacro e ad esso si associano tanti significati simbolici, e ad essi Emanuel Acciarito cerca ogni volta di attingere nel suo percorso creativo.

Nella cultura occidentale il bianco viene associato alla purezza e all’innocenza, tanto è che viene utilizzato per rappresentare matrimoni e battesimi, poiché simboleggia l’inizio della nuova vita.

Nella cultura orientale il bianco viene associato alla spiritualità e alla pace interiore. I monaci buddisti indossano abiti bianchi per rappresentare la loro rinuncia al mondo materiale offrendo la loro dedizione alla sola ricerca spirituale.

Nella cultura africana il colore bianco viene associato alla purezza divina e alla spiritualità. Il bianco viene quindi considerato un colore sacro perché simboleggia la connessione con gli spiriti e il divino.

Nella cultura indiana il bianco viene associato alla purezza e alla morte.


D’incanto ti ho vista sorgere /e sull’orizzonte di quel mare / è bastato / poco per farti amare. / Gioia dei miei sensi / tu sei la stanza degli incensi /e rifugio dei miei monti più intensi / dove potermi rifugiare / per trovare ogni volta un nuovo piacere / da ardere come carne su un braciere. / Ammirare la tua bellezza / in questo stato di dolcezza / mi scioglie al solo pensiero di una tua nuova carezza / per un finale perfetto / scritto ad effetto / perché predetto / che solo dopo ogni ultimo amplesso / consumato con il giusto eccesso / rende questo nostro incontro un successo.


Con la poesia “Afrodite” Emanuel Acciarito chiude questo quadro di opere presentate alla Biennale d’arte di Vigevano, con la speranza che con il proprio “sussurro d’arte” possa contribuire a rendere riflessivo e sacro questo nostro tempo.








Emanuel Acciarito

Atelier Creativo Acciarito

Studio di architettura

Emanuelacciarito@gmail.com

www.acciarito.com


















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 


La sezione Segnalazione Eventi propone informazioni su manifestazioni dedicate ad arte e cultura. Gli interessati alla pubblicazione degli eventi culturali in questa sezione, potranno inviare relativo comunicato stampa, locandina e altro materiale informativo alla seguente email: gigroart23@gmail.com

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MR BRAINWASH presso la OBLONG CONTEMPORARY GALLERY

 L’ArteCheMiPiace – Segnalazioni Eventi



MR BRAINWASH presso la
OBLONG CONTEMPORARY GALLERY






Oblong Contemporary Gallery è orgogliosa di annunciare l’apertura straordinaria dell’esposizione dedicata all’acclamato artista Mr. Brainwash.



Questa mostra esclusiva sarà aperta al pubblico dal 1° al 31 maggio 2024, offrendo agli appassionati d’arte una rara opportunità di immergersi nel mondo dinamico di uno degli artisti contemporanei più celebrati, Mr. Brainwash.


La mostra presenterà una selezione curata di 20 opere affascinanti create dall’artista tra il 2022 e il 2024, mostrando il suo stile coraggioso e innovativo che sfuma i confini tra street art e pop art. Ogni pezzo offre uno sguardo nella prospettiva unica dell’artista, invitando gli spettatori ad esplorare l’intersezione tra creatività ed espressione.












R 29 Bluewaters Boulevard, Bluewaters Island, 34HC+W7 Dubai, United Arab Emirates

+971 4 232 2071
Opening Hours: Monday – Sunday 10AM – 10PM
For more information and marketing inquiries, please contact:
Matilde Grossi: m.grossi@oblongcontemporary.com | +971 58 557 8563 | WA +393466879341






















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